Il mercato del lavoro risente dell’effetto coronavirus

Svizzera

Nel terzo trimestre il numero delle persone occupate è diminuito dell 0,4% rispetto a un anno prima - Rispetto al periodo aprile-giugno registrata una ripresa (+0,7%) - La disoccupazione ILO è salita al 5,3%

Il mercato del lavoro risente dell’effetto coronavirus
L’occupazione soffre della crisi legata al coronavirus. Calo su base annua, ma fra il secondo e il terzo trimestre c’è stato un miglioramento. ©CDT/Gabriele Putzu

Il mercato del lavoro risente dell’effetto coronavirus

L’occupazione soffre della crisi legata al coronavirus. Calo su base annua, ma fra il secondo e il terzo trimestre c’è stato un miglioramento. ©CDT/Gabriele Putzu

Tra il terzo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020, il numero di persone occupate in Svizzera è diminuito dello 0,4% (–21 000). Le ore di lavoro settimanali effettive per ogni persona occupata hanno inoltre subito una flessione del 2,7%. Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione ai sensi dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) è salito, passando dal 4,6 al 5,3% in Svizzera, e dal 6,5 al 7,4% nell’UE. Questi sono alcuni dei risultati tratti dalla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS).

Oltre 5 milioni di occupati

In Svizzera, nel terzo trimestre 2020 le persone occupate erano 5,080 milioni (le persone in lavoro ridotto sono considerate come occupate). Il numero degli uomini occupati è calato dello 0,3%, mentre quello delle donne dello 0,5%. In termini di equivalenti a tempo pieno (ETP), tra i due trimestri considerati l’occupazione totale è rimasta stabile (+0,0%; uomini: –0,5%; donne: +0,8%). Tra il secondo e il terzo trimestre 2020, una volta corretto secondo le variazioni stagionali, il numero di persone occupate e quello di ETP sono aumentati rispettivamente dello 0,7 e dello 0,9%.

Tra il terzo trimestre del 2019 e quello del 2020, il numero di persone occupate di nazionalità svizzera è diminuito dello 0,8%, mentre quello delle persone occupate di nazionalità straniera è salito dello 0,3%. Tra le persone occupate di nazionalità straniera, il gruppo ad aver presentato la maggior progressione è stato quello dei frontalieri (permesso G: +1,9%), seguito da quello dei titolari di un permesso di domicilio (permesso C: +1,2%) e da quello dei titolari di un permesso di dimora (permesso B o L, in Svizzera da dodici mesi o più: +0,4%), È invece fortemente diminuito il numero di persone occupate titolari di un permesso per dimoranti temporanei (permesso L, in Svizzera da meno di 12 mesi: –21,1%).

Sempre nel terzo trimestre 2020, le persone in Svizzera che risultavano disoccupate ai sensi dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) erano 260.000, ovvero 35.000 in più rispetto a un anno prima.

Questi disoccupati rappresentavano il 5,3% della popolazione attiva, ovvero una quota superiore a quella osservata nel terzo trimestre del 2019 (4,6%). Una volta corretto in funzione delle variazioni stagionali, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente (4,9%). Tra il terzo trimestre 2019 e il terzo trimestre 2020 la disoccupazione è aumentata sia nell’UE, passando dal 6,5 al 7,4% sia nella zona euro (ZE19: dal 7,3 all’8,2%).

Giovani in difficoltà

Tra il terzo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020, il tasso di disoccupazione giovanile (persone dai 15 ai 24 anni) ai sensi dell’ILO è aumentato sia in Svizzera, passando dal 10,9 all’11,6%, che nell’UE (dal 14,9 al 17,9%) e nella zona euro (ZE19: dal 15,6 al 18,4%).

Tra il terzo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020, la durata settimanale effettiva di lavoro per persona occupata si è ridotta del 2,7%. Il calo è stato leggermente più marcato tra i lavoratori e le lavoratrici indipendenti (–3,3%) che tra quelli dipendenti (–3,0%).

Una indagine telefonica

La RIFOS è un’indagine telefonica svolta presso le economie domestiche, realizzata annualmente dal 1991 dall’Ufficio federale di statistica (UST). Essa è volta a fornire dati sulla struttura e sull’evoluzione della popolazione attiva nonchésul suo comportamento sul mercato del lavoro. Per poter raffrontare i risultati sul piano internazionale, l’UST haadottato le raccomandazioni dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO) e le norme di Eurostat. La RIFOS è realizzata da un istituto privato di ricerche di mercato su incarico dell’UST. Dal 2010 il campione di base è costituito da 100.000 interviste annuali.

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