«Il potere d’acquisto si sgretola e si arranca per la cassa malati»

Lavoro

L’Unione sindacale svizzera denuncia un peggioramento delle condizioni sociali e propone misure per far fronte a una situazione «ingiustificata e preoccupante» - Si chiedono aumenti di stipendio sostanziali, tredicesima per tutti i CCL e migliori salari minimi

 «Il potere d’acquisto si sgretola e si arranca per la cassa malati»
©CdT/Archivio

«Il potere d’acquisto si sgretola e si arranca per la cassa malati»

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I lavoratori svizzeri vedono sgretolarsi il loro potere d’acquisto, arrancano sotto premi dell’assicurazione malattia sempre più intollerabili e vedono minato nelle sue fondamenta il contratto sociale, con le grandi aziende che nuotano nei dividendi e gli enti pubblici che chiudono con forti avanzi d’esercizio: lo denuncia l’Unione sindacale svizzera (USS), che propone un pacchetto di 10 misure per far fronte a una situazione a suo avviso diventata pericolosa.

«Anche in Svizzera le condizioni sociali stanno peggiorando, cosa che attualmente viene passata sotto silenzio», afferma l’organizzazione sindacale in un comunicato diffuso in occasione di una conferenza stampa a Berna.

I contrasti sono sempre più forti: da una parte la situazione dei salariati è peggiorata, soprattutto nei due ultimi anni, con un aumento della pressione e dello stress sul posto di lavoro; le nuove rendite del secondo pilastro scendono e molte persone che lavorano o hanno lavorato una vita intera rischiano la povertà. Dall’altra il capitale cresce: Confederazione e cantoni chiudono i conti con attivi miliardari, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha riserve per 170 miliardi di franchi, tre volte di più rispetto a pochi anni or sono, e le grandi imprese onorano in modo sempre più pingue i loro azionisti.

«Detto in breve, il potere d’acquisto nel nostro Paese sta diminuendo, anche se da anni siamo in una fase di boom economico: si tratta di una situazione senza precedenti, ingiustificata e preoccupante, se pensiamo a ciò che potrebbe accadere nel momento in cui arriverà una recessione».

Questa situazione indebolisce interi settori dell’economia, rallentando la domanda interna e creando dubbi sul consenso democratico. «Un’evoluzione visibile anche in altre parti del mondo: e anche il nostro Paese dovrebbe essere prudente», mette in guardia l’USS. In maggio, quando si tratterà di votare sull’iniziativa UDC contro la libera circolazione delle persone con l’Ue, «dovremo convincere i cittadini che il nostro modello economico può garantire la sicurezza sociale per tutti». In questo contesto secondo la federazione sindacale sono essenziali le proposte del Consiglio federale a favore dei lavoratori anziani.

Per far fronte al «problema di ridistribuzione» della ricchezza l’USS propone un catalogo di dieci misure che comprende: aumenti salariali sostanziali; rapida lotta contro le differenze di stipendio fra i sessi; miglioramento significativo della situazione professionale delle donne (ad esempio ampliando i servizi di cura dei bambini); 13esima busta paga per tutti coloro che sono in contratti collettivi di lavoro (CCL) e in aziende quali saloni di parrucchiere e call center; più CCL con buoni salari minimi e maggiore tutela dei lavoratori; rafforzamento dell’AVS attraverso una 13esima mensilità; migliore rapporto prezzo/prestazioni per le casse pensioni; limitazione dell’onere dei premi dell’assicurazione malattie al 10% del reddito disponibile, come previsto da un’iniziativa del PS; versamento all’AVS di una parte dell’utile della BNS; aumento degli assegni familiari.

«L’aumento del potere d’acquisto non è un lusso, è semplicemente una necessità sociale ed economica», conclude l’USS.

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