Tecnologia

«In Cina con lo smartphone si fa tutto»

In Asia reti mobili ovunque e il denaro circola sempre meno – «La politica di Washington fa salire i prezzi»

 «In Cina con lo smartphone si fa tutto»
Yunzi Sun, fondatore di Radio China FM (prima emittente in lingua cinese in Italia), con alcuni collaboratori. (foto Putzu)

«In Cina con lo smartphone si fa tutto»

Yunzi Sun, fondatore di Radio China FM (prima emittente in lingua cinese in Italia), con alcuni collaboratori. (foto Putzu)

MILANO – L’imprenditore 57.enne Yunzi Sun attivo a Milano, è il fondatore di Radio China FM, la prima radio in lingua cinese in Italia. Ecco cosa ne pensa dei dazi di Trump sul «Made in China» e del boom tecnologico nel Paese asiatico.

Quali effetti avrà l’annunciato aumento dei dazi USA dal 10 al 25% sui prodotti «Made in China»?

«La Cina e gli Stati Uniti sono le maggiori potenze economiche del mondo, e sono dei mercati molto importanti per parecchi Paesi. Nonostante molti media abbiano dichiarato che la guerra dei dazi è una minaccia per la crescita dell’economia mondiale, io penso che invece non avrà conseguenze dirette per i consumatori europei. Il Fondo Monetario Internazionale ha ripetutamente avvertito che la guerra commerciale tra le due principali economie del mondo rappresenterà una minaccia per la crescita economica globale, chiedendo che questa frizione venga risolta il prima possibile. Il presidente americano Donald Trump ha più volte affermato che l’aumento dei dazi sulle merci cinesi porterà maggiori entrate alle casse pubbliche degli Stati Uniti. Però io credo che il più grande impatto ricadrà sull’apertura di fabbriche in Cina, e di conseguenza all’importazione delle merci cinesi negli Stati Uniti, in quanto saranno soggette ai costi aggiuntivi dei dazi. Infatti, dopo che Trump li avrà alzati del 25%, sarà molto difficile per le aziende farsi carico di questi costi aggiuntivi, ed è probabile che li trasferiscano agli acquirenti, con la conseguenza che i consumatori americani dovranno pagare prezzi più alti. L’ulteriore escalation delle dispute commerciali tra i due Paesi porterà maggiori incertezze alle imprese e ai consumatori, causando danni all’economia mondiale».

Un suo commento sull’avanzata della tecnologia e sulla sua esasperazione. In Cina il boom tecnologico come ha cambiato la società?

« Negozi senza personale, pagamenti in modo digitale, o addirittura auto senza conducente, sono la dimostrazione dell’arrivo dell’era dell’intelligenza artificiale: la tecnologia sta rovesciando le nostre abitudini di vita tradizionali, ed è un fenomeno inarrestabile. Ad esempio, un negozio senza personale è un negozio intelligente che combina tecnologie all’avanguardia come intelligenza artificiale, big data e Internet of Things (L’Internet delle cose). L’intero processo di acquisto è inseparabile dalle tecnologie emergenti, e lo shopping, in Cina, è diventato molto veloce e conveniente. Il potere della tecnologia rende la nostra vita molto comoda. Io personalmente non sono ancora entrato in un negozio senza personale, ma appena avrò l’occasione di tornare in Cina andrò sicuramente a fare questa ‘esperienza’. I negozi senza personale ormai non sono più una novità in Cina, infatti il pagamento senza contanti, in modo digitale, è ormai di uso comune. I miei amici in Cina non si portano il portafoglio quando escono di casa, neanche la carta di credito. Si portano solo il cellulare, perché ormai in quasi tutti i negozi si può pagare in modo digitale. Ogni cosa può essere fatta con il cellulare: da prendere un’auto o un taxi a comprare dei biglietti, da ordinare cibo a prenotare una visita medica, da fare investimenti a consegnare i compiti in classe. Il pagamento digitale ha vari vantaggi: non esiste più il rischio di banconote false, non bisogna più temere il furto di portafogli o le rapine, ed è più ecologico. Oltre a dare delle comodità, la tecnologia però può comportare anche dei rischi. Ad esempio, viene facilitata la violazione, rispettivamente la divulgazione della privacy, aumentano le frodi finanziarie come pure i dubbi sulla sicurezza e sull’affidabilità degli strumenti di pagamento, sulla supervisione da parte del Governo e sull’esistenza di leggi e regolamenti pertinenti».

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