L’enorme rimunerazione di Thiam fa discutere

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L’ormai ex Ceo di Credit Suisse nel 2019 ha guadagnato quasi 13 milioni di franchi e il consiglio di amministrazione non ci starebbe

L’enorme rimunerazione di Thiam fa discutere
Tidjane Thiam. © Keystone/Ennio Leanza

L’enorme rimunerazione di Thiam fa discutere

Tidjane Thiam. © Keystone/Ennio Leanza

L’ormai ex direttore generale (Ceo) di Credit Suisse Tidjane Thiam per il 2019 ha ricevuto uno stipendio di circa 13 milioni di franchi, di cui 3,35 milioni come salario fisso e 9,5 milioni come bonus. Questi ultimi però dipendono da precisi criteri che paiono disattesi e suscitano il malumore del consiglio di amministrazione, stando alla «SonntagsZeitung».

A favore di una tale ottimizzazione della parte variabile della rimunerazione del franco-ivoriano a prima vista vi è il balzo - +69% a 3,42 miliardi di franchi - dell’utile netto realizzato lo scorso anno dal numero due bancario elvetico. Tuttavia, spiega il domenicale, questo dato da solo non basta e ne vanno considerati altri, per cui esiste un certo margine di manovra.

Appare comunque ingiustificato conteggiare per il calcolo dei bonus l’utile realizzato tramite effetti speciali, in particolare l’apprezzamento di investimenti e la vendita di immobili, che da soli hanno fruttato 825 milioni di franchi.

Palesemente, i metodi di fissazione dei bonus suscitano malumore all’interno della banca. «Il Compensation Committee (il comitato incaricato di stabilire i principi della rimunerazione in seno alla banca) deciderà quali cifre andranno considerate e quali no», ha detto il portavoce di Credit Suisse Sebastian Kistner, interrogato dalla «SonntagsZeitung».

In generale, come avviene per ammortamenti e multe puntuali, anche effetti straordinari che contribuiscono alla crescita dell’utile sono esclusi nel calcolo dei bonus.

La questione, assai tecnica, potrebbe dunque costare milioni a Thiam. I due terzi dei 9,5 milioni di bonus sono infatti basati sugli effetti straordinari. L’ultimo terzo, fondato su criteri meno rigidi, è però pure a rischio a causa della vicenda dei pedinamenti di due manager, il responsabile della gestione patrimoniale Iqbal Khan - nel frattempo passato a UBS - e l’ex capo del personale Peter Goerke.

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