L’euro scende sotto gli 1,05 franchi: ai minimi dal 2015

valute

Stando agli operatori del mercato non è tanto la valuta svizzera a essere forte, quanto quella europea a trovarsi particolarmente debole, come si vede anche negli scambi con il dollaro

L’euro scende sotto gli 1,05 franchi: ai minimi dal 2015
© CdT/Gabriele Putzu

L’euro scende sotto gli 1,05 franchi: ai minimi dal 2015

© CdT/Gabriele Putzu

L’euro continua a perdere valore anche nei confronti del franco, oltre che del dollaro: oggi pomeriggio intorno alla 14.00 la valuta europea è stata brevemente scambiata a 1,0499 franchi, sotto cioè il livello di 1,05 franchi. Bisogna tornare al luglio 2015 per trovare un rapporto di cambio così basso.

Se nella primavera 2020 il franco si era rafforzato sulla scia dei timori suscitati dalla crisi pandemica, svolgendo il suo tradizionale ruolo di porto sicuro in momenti di burrasca, in queste settimane la situazione appare differente. Stando agli operatori del mercato non è tanto il franco a essere forte, quanto l’euro a trovarsi particolarmente debole, come si vede anche negli scambi con il dollaro.

A pesare sono innanzitutto le differenze nelle politiche monetarie della Banca centrale europea (Bce) e della Federal Reserve (Fed) statunitense: mentre l’istituto americano, spinto dall’inflazione, sta cominciando a prevedere una stretta monetaria, nessun segnale è finora giunto da Francoforte. A questo si aggiungono solidi dati economici degli Stati Uniti e la situazione tesa sul fronte coronavirus in Europa.

Nei confronti della Svizzera spicca inoltre il rincaro annuo superiore al 4% registrato nell’Eurozona, mentre nella repubblica di Guglielmo Tell l’inflazione in ottobre si è rivelata sensibilmente inferiore, pari all’1,2%.

Secondo i trader, se l’euro non è sceso più nettamente sotto la soglia di 1,05 franchi la spiegazione dovrebbe risiedere nel fatto che la Banca nazionale svizzera (BNS) è intervenuta sul mercato con acquisti di divise. Non pochi considerano infatti il rapporto euro/franco di 1,05 come la grande linea di difesa dell’istituto guidato da Thomas Jordan. Da parte sua la BNS ritiene tuttora elevata la valutazione del franco (lo ha ribadito nell’esame trimestrale della situazione economica e monetaria risalente allo scorso 23 settembre) e da sei anni e mezzo persegue una politica di interessi negativi per cercare di contenere gli effetti negativi dovuti alla moneta forte.

Per gli amanti della storia economica, l’euro (in circolazione monetaria effettiva dal 2002) ha toccato il suo massimo di sempre sul franco nel 2007 a 1,68 franchi. Il minimo (0,9652) risale al 15 gennaio 2015, quando la BNS abolì la soglia minima fissata in precedenza unilateralmente. È poi partito un lento recupero, che ha portato l’euro a toccare - fugacemente - anche 1,20 nel 2018. Da allora la tendenza generale è stata di un lento declino: il minimo precedente a quello odierno era di 1,0503 toccato nel maggio 2020.

Il franco svizzero ha oltre 170 anni: è nato infatti nel 1850 e allora era orientato al sistema francese. Probabilmente non molto noto è il fatto che le prime monete vennero coniate a Parigi: la Zecca federale di Berna entrò infatti in funzione solo nel 1853.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Economia
  • 1
  • 1