L’export svizzero fa l’occhiolino agli USA

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Gli Stati Uniti potrebbero diventare il primo Paese di destinazione per le esportazioni svizzere - L’accordo di libero scambio darebbe la spinta in più

L’export svizzero fa l’occhiolino agli USA
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Gli Stati Uniti potrebbero presto superare la Germania come destinazione principale per le esportazioni svizzere e la firma di un accordo di libero scambio tra Berna e Washington darebbe un’ulteriore spinta in questa direzione.

Lo afferma, in un’intervista all’agenzia AWP, il direttore della Camera di commercio Svizzera-USA Martin Naville: «tra uno o due anni, gli Stati Uniti supereranno la Germania. Questa tendenza continuerà, mentre l’Europa soffrirà a causa della Brexit».

In ottobre le esportazioni verso la Germania hanno raggiunto i 3,64 miliardi di franchi, mentre agli Stati Uniti sono stati forniti beni e servizi per 3.39 miliardi. La Cina segue al terzo posto con 1,5 miliardi, secondo dati dell’Amministrazione federale delle dogane.

Tra gennaio e fine ottobre, l’export verso gli USA è aumentato dell’11,6% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 34,8 miliardi di franchi. Si tratta di un ritmo di crescita costante, ha detto Naville a margine di una riunione della Federazione dei proprietari immobiliari (HEV) a Wallisellen. A titolo di confronto, in questo periodo le esportazioni svizzere verso la Germania sono progredite solo dell’1,9%, raggiungendo 37,7 miliardi di franchi.

«Negli ultimi 15 anni, la crescita (delle esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti) si è mantenuta approssimativamente tra l’11% e il 14% all’anno. Nemmeno l’abbandono della soglia minima di cambio ha avuto un impatto significativo su questo sviluppo», ha aggiunto Naville.

Anche la quota americana sul totale delle esportazioni svizzere è salita costantemente. Nel 2007, le vendite oltre Oceano rappresentavano solo il 9,7% delle esportazioni totali, mentre quelle verso l’UE ammontavano al 62,1%. Dieci anni dopo, la percentuale degli Stati Uniti è salita al 16.3%, mentre quella dell’Unione europea è scesa al 52%. Le controversie commerciali, soprattutto tra Washington e Pechino, non dovrebbero ostacolare questa tendenza.

In questo contesto, la conclusione di un accordo di libero scambio tra Berna e Washington sarebbe «estremamente importante», ha detto il direttore della Camera di commercio. Un’intesa di questo tipo porterebbe maggiore stabilità, in particolare per quanto riguarda i dazi doganali. Secondo un recente studio del think tank Avenir Suisse, un eventuale accordo farebbe aumentare lo scambio di merci tra i due paesi di oltre 14 miliardi di franchi, ciò che consentirebbe la creazione di più di 40.000 posti di lavoro, di cui 13.500 in Svizzera.

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