L’onda verde investe anche il settore bancario

ASB

Il CEO dell’Associazione svizzera dei banchieri Jörg Gasser: «La sostenibilità richiede un cambiamento nel modello di business». Per l’associazione restano prioritari la questione dei tassi negativi e dell’accesso ai mercati

L’onda verde investe anche il settore bancario
Jörg Gasser al Centro Studi di Villa Negroni. ©CdT/Putzu

L’onda verde investe anche il settore bancario

Jörg Gasser al Centro Studi di Villa Negroni. ©CdT/Putzu

Non a caso «onda verde» è stata scelta come parola dell’anno per la Svizzera italiana. Anche l’Associazione svizzera dei banchieri (ASB) ritiene che il trend della sostenibilità nel medio lungo termine sia destinato a trasformare il modello di business dei vari settori della nostra economia, e che quindi vada abbracciato e implementato il prima possibile.

A fare il punto della situazione sulle evoluzioni e le sfide per la piazza finanziaria elvetica è stato proprio il CEO dell’ASB Jörg Gasser, in occasione di un incontro coi media al Centro Studi Villa Negroni. Gasser è entrato in questa funzione lo scorso maggio, prendendo il posto di Jean-Claude Margelisch.

«L’economia del carbone oramai si trova su un binario morto», ha spiegato. «Bisogna essere pronti ad agire con la massima flessibilità, tenuto conto che la Confederazione si è messa come obiettivo quello di dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030». Anche il mondo bancario è chiamato a dare il suo contributo e a cambiare il suo modello di business, «soprattutto dato che sono sempre di più i clienti interessati agli investimenti sostenibili». Nella pratica, ha spiegato Gasser, esistono già diversi strumenti della finanza verde che possono essere utilizzati per convogliare gli investimenti, come ad esempio i «green bond» o i «transition bond». «D’altro canto - ha aggiunto - è ovvio che questo non significa smettere da un giorno all’altro di sostenere aziende più tradizionali, il processo è graduale». L’ASB chiede che anche la politica giochi il suo ruolo in questo senso, ad esempio fornendo regole o incentivi.

Di misure e contromisure

Oppure permettendo ai grossi investitori tradizionali, come ad esempio le casse pensioni, di accedere ad uno spettro di investimenti possibili più ampio.

In particolare quest’ultima misura, ha aggiunto Gasser, sarebbe auspicabile anche nel contesto dei tassi negativi in vigore ormai da cinque anni. «Senza criticare la politica monetaria della BNS, sono necessarie delle contromisure alle distorsioni sul mercato create dai tassi negativi. Le casse pensioni, in assenza di alternative, stanno riversando molta liquidità sul mercato immobiliare. Inoltre non c’è unanimità su quanto un eventuale rafforzamento del franco che si avrebbe rialzando i tassi colpirebbe l’export elvetico. «Sarebbe utile capire quali settori verrebbero colpiti e pensare a quali contromisure mettere in campo per difenderli. Questo in alternativa a quanto costano oggi i tassi negativi».

Due temi altrettanto importanti per le banche sono il processo in atto della digitalizzazione, che va ulteriormente sviluppato, e quello dell’accesso ai mercati UE. Secondo Gasser, a questo proposito sono da percorre sia la strada dell’accordo quadro con l’UE, per una soluzione di lungo termine sia quella dei Bilaterali, per trovare una soluzione più immediata. «Le banche per ovviare al problema stanno aprendo filiali all’estero. Ma questo non basta per riequilibrare i danni che derivano dalle limitazioni UE, e a soffrirne è l’intera piazza finanziaria elvetica».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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