L’utile della Posta in calo di 46 milioni

Svizzera

Il sensibile incremento dell’invio di pacchi causato dalla pandemia di coronavirus non ha compensato le ripercussioni negative sull’andamento degli affari del Gigante giallo

L’utile della Posta in calo di 46 milioni
© Keystone/Christian Beutler

L’utile della Posta in calo di 46 milioni

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Il sensibile incremento dell’invio di pacchi causato dalla pandemia di coronavirus non ha compensato le ripercussioni negative sull’andamento degli affari della Posta svizzera dovute all’emergenza. A fine marzo 2020, il Gigante giallo ha chiuso i conti con un utile di 84 milioni di franchi, in flessione su un anno di 46 milioni. Per il 2020 gli effetti negativi della situazione peseranno sul risultato finale per centinaia di milioni.

I ricavi sono calati da 1,823 miliardi a 1,744 miliardi precisa una odierna della società. Sempre nel periodo in rassegna, l’utile operativo è sceso di 57 milioni per attestarsi a 115 milioni. La flessione del risultato, secondo la nota, si spiega principalmente con due fattori: il persistere dei bassi tassi d’interesse, con conseguente riduzione del risultato da operazioni sugli interessi di PostFinance (-18 milioni), a cui si aggiunge, per il calo dei volumi di lettere indirizzate (-5,6%).

Forte volume di pacchi
Nei primi tre mesi, il volume di pacchi è cresciuto su un anno del 10%. La crescita delle ordinazioni sulle piattaforme di commercio online a causa dell’emergenza coronavirus appare evidente secondo la Posta: nel solo mese di marzo, ad esempio, è stato trattato il 16,9% di pacchi in più rispetto a un anno fa. Tuttavia, questo aumento non ha compensato gli effetti negativi della pandemia a livello finanziario. «Prevediamo che l’emergenza coronavirus avrà pesanti ripercussioni sul risultato dell’anno in corso», ha sostenuto citato nel comunicato Alex Glanzmann, responsabile Finanze della Posta.


Secondo le prime stime, nel 2020 la Posta si attende ripercussioni negative sul risultato per un importo che raggiungerà le centinaia di milioni. La società precisa che si tratta in ogni caso di proiezioni, dal momento che è estremamente difficile fare previsioni più accurate a causa del continuo evolversi della situazione economica.

Meno lettere e clienti AutoPostale
Saranno soprattutto la netta riduzione dei volumi di lettere per PostMail e i mancati ricavi nel trasporto passeggeri per AutoPostale a influire negativamente sull’utile operativo. Negli ultimi anni la Posta ha in ogni caso costituito una base finanziaria solida ed è quindi attualmente ancora in grado di arginare con le proprie forze gli effetti negativi dell’emergenza.

Nel 2020 è probabile che le conseguenze finanziarie dell’emergenza interesseranno tutte le unità operative della Posta, PostLogistics inclusa. È vero che, durante la situazione straordinaria, nei giorni di punta di aprile sono stati trattati oltre 800 mila pacchi al giorno, ma i collaboratori hanno dovuto gestire questa mole di lavoro rispettando le disposizioni igieniche e di distanziamento, con un notevole aumento dei costi.

Fino a fine aprile la Posta ha investito quasi 10 milioni in misure per la loro protezione sul posto di lavoro, a cui si aggiungono complessivamente 10,5 milioni versati come premi immediati. La pressione sui prezzi e sui margini resta inoltre elevata, ragion per cui l’aumento del volume dei pacchi non si riflette in un miglioramento significativo del risultato. L’aumento dei pacchi non riesce quindi a compensare nemmeno in parte gli effetti negativi nelle altre unità operative.

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