La disoccupazione scende al 3,2% in giugno

SECO

In calo il dato nazionale così come quello cantonale: in Ticino, nel mese in rassegna, il tasso si attesta al 3,6%

La disoccupazione scende al 3,2% in giugno
© CdT/ Chiara Zocchetti

La disoccupazione scende al 3,2% in giugno

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(Aggiornato alle 9.31) Il tasso di disoccupazione in Svizzera è tornato a diminuire nel mese di giugno, scendendo al 3,2% rispetto al 3,4% di maggio e al 3,3% di aprile. In febbraio, prima dell’arrivo del coronavirus, era al 2,5%.

Alla fine del semestre erano 150’289 le persone iscritte presso gli uffici regionali di collocamento (URC), 5709 in meno in confronto a maggio, ha indicato stamane la Segreteria di Stato dell’economia (Seco). Su base annua il numero dei senza lavoro è però cresciuto di 53’067 unità (+55%): nello stesso mese del 2019 i disoccupati erano il 2,1%.

In Ticino nel mese correntemente in rassegna il tasso si è attestato al 3,6% (-0,3 punti percentuali rispetto a maggio e +1,2 in confronto a giugno 2019), nei Grigioni al 2,2% (-1,1 e +1,4%). In Ticino - con un tasso che è l’ottavo più elevato della Svizzera - i senza lavoro erano 6185, 431 in meno di maggio e 2055 in più di dodici mesi prima. A titolo di confronto, la media annua del 2019 è stata di 4773, quella del 2018 di 4953. I Grigioni hanno 2388 senza lavoro (-1232 mensile, +1523 annuo), con una media degli ultimi due anni rispettivamente di 1272 e 1476.

I tassi cantonali più elevati sono registrati da Ginevra (5,0%), nonché da Vaud, Giura e Neuchâtel (tutti al 4,6%), quelli più bassi da Appenzello Interno (1,2), Obvaldo (1,3%) e Uri (1,4%). Il polo economico di Zurigo è al 3,2%. Le crescite annue maggiori sono state osservate in Vallese (+1,7 punti) nonché nelle regioni di Vaud, Giura e Neuchâtel (tutte +1,5 punti).

Tornando ai dati nazionali, va rilevato che la disoccupazione, nonostante l’aumento vissuto negli ultimi mesi dovuto al Covid-19, rimane a livelli contenuti in prospettiva storica. A titolo di confronto gli ultimi dati di giugno erano stati 3,0% (2015), 3,1% (2016), 2,9% (2017) e 2,3% (2018). Sulla scia della pandemia il tasso ha toccato in maggio un massimo dal febbraio 2017.

Le quote di senza lavoro registrate dalla Seco sono comunque tradizionalmente basse: negli ultimi 20 anni il valore mensile più elevato è stato del 4,3%, osservato nel gennaio 2004. Va anche sottolineato come i dati sulla disoccupazione non tengano conto di coloro che hanno esaurito il diritto a ricevere le prestazioni e che ad esempio vivono di risparmi o si trovano a beneficio dell’assistenza.

Setacciando in dettaglio le tabelle relative a giugno 2020 emerge che fra i giovani la disoccupazione è del 3,3% (-0,1 mensile, +1,4 annuo); la fascia dei 25-49.enni segna 3,5% (-0,2 mensile, +1,3 annuo); i lavoratori ultra 50.enni sono al 2,9% (-0,1 mensile, +0,8 annuo). I disoccupati di lunga durata (cioè quelli iscritti agli URC da oltre un anno) erano 20’561: 272 giovani, 10’769 25-49.enni e 9442 ultra 50.enni.

Leggendo i dati in base alla nazionalità, gli svizzeri presentano una quota di senza lavoro del 2,4% (nessuna variazione mensile, +0,8 annuo), gli stranieri del 5,5% (-0,4 e +1,9). Per paese di provenienza, i tassi sono più elevati per i bulgari (11,5%), gli africani (10,5%) - che la Seco considera nel loro insieme - e i rumeni (9,2%). L’Ue è al 5,0%, l’Italia al 5,2%.

I dati diffusi dalla Seco si basano sulle persone effettivamente iscritte agli URC. La definizione è quindi diversa da quella dei disoccupati ai sensi dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO), che opera attraverso sondaggi e che rende nota la sua stima trimestralmente: l’ultima disponibile - pubblicata a metà maggio - dà la disoccupazione in Svizzera nel primo trimestre al 4,5%. Lo scarto fra i due dati - quello della Seco e quello ILO - suscita spesso acceso dibattito.

I disoccupati sono solo una parte del totale delle persone in cerca di impiego: quelle registrate presso gli URC in giugno erano o 233’454, 472 in più rispetto al mese precedente e 62’654 (+37%) in più di un anno prima. In Ticino erano 10’670 (-2,1% mensile, +31% annuo), nei Grigioni 3330 (ancora più marcate le variazioni: -27%, +93%).

La SECO ha pubblicato anche i dati ufficiali relativi al lavoro ridotto, che in aprile ha interessato 1’077’041 persone (+38% rispetto a marzo) e 131’069 aziende (+35%), per un totale di 90’185’271 ore perse (+146%). A titolo di confronto, nell’aprile 2019 erano state registrate 43’884 ore perse, ripartite su 875 persone in 70 aziende.

Si riferisce anche ad aprile l’ultima informazione, riguardo alle persone che hanno esaurito il loro diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione: erano 54. Va rilevato che per via delle misure prese per la Covid-19 tutte le persone aventi diritto all’indennità possono beneficiare di 120 giorni supplementari di aiuto.

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