La Fed usa l’idrante, la Borsa non ci crede

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La banca centrale americana annuncia un programma di acquisto titoli illimitato per sostenere le aziende e i consumatori nella crisi generata dal coronavirus - Tuttavia la tensione sui mercati resta alta a causa dei timori di una recessione globale

La Fed usa l’idrante, la Borsa non ci crede
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La Federal Reserve statunitense sta facendo tutto il possibile per contrastare le conseguenze economiche della crisi generata dal Covid-19. Dopo i tagli drastici dei tassi d’interesse e un importante programma di acquisto di obbligazioni, ieri ha annunciato ulteriori misure drastiche giusto in tempo per l’apertura dei listini americani. La mossa tuttavia non è riuscita a dare sollievo alle Borse.

In primis, l’istituto centrale guidato da Jerome Powell ha dichiarato di essere disposto ad acquistare «illimitatamente» titoli di Stato nonché alcuni titoli garantiti da ipoteca al fine di garantire il corretto funzionamento dei mercati finanziari e della politica monetaria. In precedenza, la Fed si era impegnata ad acquistare titoli di Stato per 500 miliardi di dollari e titoli ipotecari per 200 miliardi di dollari. Inoltre, la Federal Reserve sta iniziando ad acquistare obbligazioni societarie con un alto grado di solvibilità («investment-grade»). In questo modo, solo questa settimana l’istituto centrale comprerà circa 625 miliardi tra titoli di Stato e titoli garantiti da ipoteche, cioè a un ritmo da far impallidire le misure prese durante la crisi finanziaria del 2008. In secondo luogo, la Fed sta lanciando tre programmi di prestiti, principalmente a sostegno delle imprese e delle famiglie statunitensi. Questi programmi hanno un volume totale fino a 300 miliardi di dollari e saranno garantite con 30 miliardi di dollari da un fondo speciale del Tesoro statunitense per le crisi. Due di queste strutture sono rivolte ai grandi gruppi, che solitamente si finanziano emettendo titoli sul mercato delle obbligazioni. La terza invece ha lo scopo di mantenere fluido il flusso dei crediti alle aziende minori e ai consumatori. Un altro programma è progettato per mantenere il flusso di prestiti ai governi locali. Vuole inoltre acquisire i corrispondenti fondi negoziati in borsa (ETF) attraverso un programma speciale.

I nuovi programmi fanno seguito a misure di politica monetaria espansiva già notevoli. In risposta alla crisi economica provocata alla pandemia di coronavirus, la Fed nelle scorse settimana aveva già tagliato il tasso d’interesse di riferimento allo zero percento, oltre ad annunciare massicci acquisti di obbligazioni (quantitative easing) e iniettare liquidità sottoforma di dollari USA nel sistema finanziario.

Listini senza sollievo

Tuttavia, queste misure hanno fatto ben poco per calmare i mercati finanziari, che ieri mattina avevano aperto in rosso, dopo l’annuncio della bocciatura da parte del Senato USA del pacchetto di misure da 1.600 miliardi di dollari proposto da Donald Trump per aiutare l’economia americana. Infatti, con l’annuncio della Fed i principali listini europei hanno ripreso un po’ di fiato ma solo per un paio d’ore, per poi concludere la giornata con perdite tra l’1% e il 5% circa. Per gli esperti la mossa della Fed di fatto ha creato un’ulteriore incertezza. Se da un lato la banca centrale americana può alleviare in qualche modo i sintomi della crisi del virus, dall’altro non è in grado di prevenire il crollo economico stesso.

Recessione inevitabile?

In effetti sono sempre più numerosi gli analisti che prevedono una recessione per il 2020. Ieri gli analisti della banca d’investimento JP Morgan hanno pubblicato un’analisi secondo cui nello scenario più probabile l’economia americana nel secondo trimestre di quest’anno vedrà un calo del Pil del 30,1%, un tasso di disoccupazione in rialzo al 12,8% e un crollo dei consumi del 31%.

Per l’intero 2020, il calo del Pil si fermerà al 2,3%, grazie a una forte ripresa nel terzo trimestre. A causa del coronavirus la crescita mondiale sarà quasi azzerata, fermandosi a un +0,3%

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