La pandemia pesa sul Gigante giallo

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Registrato un netto calo dei risultati nei primi tre trimestri, ma una leggera stabilizzazione negli ultimi mesi fa ben sperare

La pandemia pesa sul Gigante giallo
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

La pandemia pesa sul Gigante giallo

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Un netto calo dei risultati nei primi tre trimestri, ma una leggera stabilizzazione negli ultimi mesi che fa ben sperare. Così si può riassumere il 2020 della Posta, su cui inevitabilmente pesa l’epidemia di coronavirus che però, a tirar le somme, potrebbe comportare conseguenze meno gravi del previsto.

A fine settembre, sciorina la Posta in un comunicato odierno, l’utile del gruppo ammontava a 136 milioni di franchi, ben 127 milioni in meno rispetto a dodici mesi fa. Sostanziosa flessione anche per l’Ebit, crollato di 195 milioni a 176 milioni, e per i ricavi d’esercizio, scesi a 5113 milioni (-187 mio).

Le conseguenze della pandemia pesano quindi non poco sulle finanze del gigante giallo. La picchiata dei risultati nei primi nove mesi è soprattutto riconducibile alla persistente pressione sui principali fattori generatori di valore dell’azienda: volumi di lettere, operazioni allo sportello e interessi.

Solo i pacchi aumentano

In confronto al 2019 si è osservata una diminuzione del 6,8% del volume di lettere spedite e del 14,9% dei pagamenti effettuati allo sportello, mentre presso PostFinance i proventi da interessi sono scesi di 25 milioni. Tutti e tre gli indici comunque registravano da tempo una tendenza negativa, evoluzione che il coronavirus ha accentuato. Allo stesso tempo vi è stato un aumento, di circa un quinto, dei pacchi trasportati, insufficiente però per compensare le altre unità operative.

Da agosto tuttavia la situazione si è stabilizzata, si legge nella nota. In particolare nelle lettere si fa strada una certa ripresa. Decisivo per definire il risultato annuale sarà dunque l’imminente periodo festivo, tradizionalmente «molto importante per la nostra attività», dichiara, citato nel comunicato, il responsabile delle finanze Alex Glanzmann, che comunque parla di «solide basi» a disposizione della Posta.

Impatto meno grave

Senza dimenticare che l’andamento della pandemia potrebbe cambiare rapidamente le previsioni, attualmente la società si aspetta che l’impatto sulle casse, pur notevole, sarà meno grave di quanto temuto alla fine del secondo trimestre. Il gigante giallo cita tra gli effetti del coronavirus anche i mancati ricavi nel trasporto passeggeri per AutoPostale, mentre è stata minima l’incidenza di fattori quali i premi per ringraziare i collaboratori dell’esercizio (10,5 milioni) e l’acquisto di dispositivi di protezione come disinfettanti, pannelli in plexiglas e mascherine, nonché l’assunzione di personale interinale (21 milioni).

La Posta ricorda infine di aver teso la mano in questi mesi agli altri attori economici, a loro volta colpiti dalla crisi, ad esempio saldando in anticipo le fatture e concedendo perlomeno riduzioni ai suoi locatari. Attraverso il francobollo «COVID-19 Solidarietà», l’azienda ha raccolto 2,7 milioni, devoluti alla Catena della Solidarietà e alla Croce Rossa Svizzera. PostFinance ha invece aderito al programma di aiuti del Consiglio federale rilasciando crediti transitori alle PMI per un volume di 850 milioni di franchi.

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