La spina nel fianco del Dragone

Domande e risposte

Evergrande, il gruppo immobiliare cinese sull’orlo del fallimento, ha destabilizzato i mercati finanziari mondiali - Ma non si tratta di un caso isolato: nel Paese di mezzo sull’onda della speculazione si è costruito troppo - Il Partito vuole frenare la bolla

La spina nel fianco del Dragone
Evergrande è vicina al collasso.  © ap/ng han guan

La spina nel fianco del Dragone

Evergrande è vicina al collasso.  © ap/ng han guan

Evergrande, lo sviluppatore immobiliare di Shenzhen che sta mettendo sotto pressione i mercati cinesi, in Borsa ha perso quasi il 90% da inizio anno, sotto il peso di 305 miliardi di debiti che non riesce a onorare.
Ma che cos’è questo colosso che sta facendo preoccupare il mondo?

1. Come è nato il gruppo Evergrande?

Fondato a Guangzhou con il nome di Hengda Group nel 1996, il gruppo ha ora sede nella provincia meridionale del Guangdong e vende appartamenti perlopiù ai ceti medio-alti. La holding del gruppo è registrata alle Cayman, un territorio dipendente dal Regno Unito, situato nei Caraibi tra Cuba e America Centrale, dove non ci sono tasse sulle persone.

2. Chi è il proprietario di questo gruppo?

Il gruppo è stato fondato dal 62.enne Xu Jiayin, noto in cantonese come Hui Ka Yan, un imprenditore partito dal nulla fino a diventare uno degli uomini più ricchi della Cina, con un patrimonio stimato nelle ultime classifiche di «Forbes» in 11 miliardi di dollari. Quotata a fine 2009 a Hong Kong, Evergrande è entrata nella top 500 di Fortune, fino a toccare, ironia della sorte, la sua posizione più alta a quota 122 proprio nel 2021.

3. Quali sono le ragioni del dissesto?

Il conglomerato immobiliare cinese Evergrande ha debiti per 310 miliardi di dollari su 70 miliardi di fatturato (per fare un confronto, la Confederazione svizzera ha attualmente debiti per circa 110 miliardi di dollari). Ora l’attenzione è sugli 83,5 milioni di dollari di interessi dovuti il 23 settembre per i bond con scadenza marzo 2022 e i 47,5 milioni di interessi in scadenza il 29 settembre per l’emissione marzo 2024. Evergrande inoltre deve soldi a più di 128 banche e a circa 121 istituzioni non bancarie, senza contare gli impegni verso migliaia di dipendenti e creditori infuriati.

4. Quanto è grande Evergrande?

Evergrande Real Estate possiede attualmente più di 1.300 progetti in più di 280 città in tutta la Cina, conta 200.000 dipendenti e fa lavorare 3,8 milioni di persone legate all’indotto, con costruzioni di proprietà incompiute della superficie pari ai tre quarti di Manhattan, lasciando oltre 1,5 milione di acquirenti di case nel limbo.

5. Un segnale preoccupante: l’immobiliare in Cina frena.

Il settore immobiliare ha rappresentato per anni la spina dorsale della crescita cinese, grazie alla generosa leva del debito. Gli investimenti hanno rappresentato in media il 13,5% del PIL negli ultimi cinque anni, ossia tre volte il livello dell’economia statunitense. Tuttavia, i prestiti in sofferenza del settore immobiliare sono aumentati del 30% nelle cinque maggiori banche a 97 miliardi di yuan (15 miliardi di dollari) nei primi sei mesi dell’anno e le società immobiliari hanno rappresentato circa il 30% delle inadempienze obbligazionarie del primo semestre.

6. È una crisi voluta dal Partito comunista?

Secondo alcuni esperti il caso Evergrande è stato provocato dal regime di Pechino. Infatti il Partito vuole calmierare la bolla immobiliare frenando la speculazione, in modo da far fluire più soldi nei consumi. Per questo ha promulgato nuove norme nell’agosto 2020: per gli sviluppatori immobiliari, il rapporto tra debito e patrimonio non deve superare il 70%; l’indebitamento netto deve essere al massimo del 100% ed è richiesta liquidità per coprire l’indebitamento a breve termine. Gli attuali problemi di liquidità di Evergrande sono quindi anche una conseguenza della necessità di soddisfare i requisiti legali.

7. La situazione potrebbe sfuggire di mano?

La risposta è: sì, dato che Evergrande non è proprio un caso isolato. L’attività edilizia nel Dragone ha ampiamento superato la domanda negli ultimi anni. E spesso è stata trainata solo dalla speculazione. Milioni di persone della classe media hanno acquistato appartamenti indebitandosi, ma solo per speculare, e ora capita addirittura che intere città satellite vengano fatte saltare in aria perché nessuno ci ha mai abitato. Il dissesto di Evergrande potrebbe avere un effetto a catena su altre società e sui piccoli proprietari immobiliari, con un calo dei valori delle case. Comunque secondo l’OCSE, Pechino ha la capacità di assorbire questo shock.

8. Quali sono i pericoli per la Svizzera?

Secondo gli esperti, i rischi sono limitati. «Nel complesso, si tratta di un evento locale in Cina», afferma Thomas Stucki, stratega degli investimenti presso la banca cantonale di San Gallo. Secondo Karsten Junius, capo economista della banca privata J.Safra Sarasin, dal momento che la Cina considera il mercato immobiliare surriscaldato e ha già implementato alcuni interventi normativi, dovrebbe sapere cosa fare. Evergrande è «in un processo di demolizione controllato», afferma Samy Chaar, capo economista di Lombard Odier. Ciò avrà un impatto su altri Paesi. Questo potrebbe avere effetti, anche se limitati, sulle aziende svizzere soprattutto del settore del lusso. Dal canto loro, UBS o CS non dovrebbero essere molto esposte, anche perché il mercato cinese è accessibile solo in modo limitato.

9. L’industria elvetica del lusso, soprattutto quella orologiera, è quindi legata alla Cina?

L’economia elvetica è molto legata alla Cina, visto anche l’accordo commerciale siglato nel 2014, che pone la Confederazione in una posizione privilegiata nel Paese di mezzo. Tuttavia, grazie allo sviluppo della ricchezza e della classe media, il mercato cinese (compresa Hong Kong) è diventato fondamentale per l’orologeria elvetica. Infatti la Cina nel 2020 ha assorbito il 14,1% del nostro export di orologi, per ben 2,4 miliardi di franchi. Al secondo posto si collocano gli Stati Uniti, con l’11,7%, e al terzo Hong Kong, con il 10% (1,7 miliardi di franchi). Al quarto posto poi si colloca il Giappone, con il 7%, ossia un mercato molto legato a quello cinese. Insomma, l’industria elvetica del lusso segue con attenzione e apprensione l’evoluzione congiunturale in Cina, che è molto legata al settore immobiliare.

10. Come mai, in definitiva, Evergrande preoccupa il mondo intero?

Un fallimento di Evergrande rappresenta un grande test per il sistema finanziario cinese, con conseguenze sui corsi in Borsa per numerose società finanziarie (debiti non pagati da Evergrande) e immobiliari. Infatti un fallimento farebbe crollare i prezzi delle case, e - visto che i cinesi hanno investito molto nel mattone - provocherebbe un «effetto povertà» su moltissime famiglie, con conseguenze nefaste sui consumi, e quindi sull’import e sull’economia mondiale, a partire dal blocco commerciale asiatico, fino ai Paesi industrializzati occidentali.

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