La Svizzera, una possibile manipolatrice di cambi

Almeno secondo il Dipartimento del Tesoro americano, che ha inserito la Confederazione in un elenco di stati sotto osservazione: "Ci sono indizi, non definitivi"

La Svizzera, una possibile manipolatrice di cambi

La Svizzera, una possibile manipolatrice di cambi

ZURIGO - Il Dipartimento americano del Tesoro ha inserito la Svizzera in un elenco di stati sotto osservazione per possibili manipolazioni dei corsi di cambio. La Confederazione, nel mirino per le operazioni della Banca nazionale (BNS), compare in una lista che comprende anche Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Germania.

Per tutti questi paesi il Tesoro arriva alla conclusione che non si può ancora parlare di manipolatori del corso delle divise, pur sussistendo indizi al riguardo, riferisce l'edizione online della Handelszeitung. Per ottenere lo status di "manipolatore" devono infatti essere adempiuti tre criteri: la Svizzera soddisfa due requisiti, vale a dire un eccesso nel conto delle partite correnti e interventi sul mercato delle divise, mentre manca il terzo, quello di un avanzo dell'export negli Usa sufficientemente vasto.

Il Tesoro americano invita fra l'altro la BNS a essere più trasparente, pubblicando tutti i dati dei suoi interventi sul mercato delle divise. Ma la banca centrale risponde che già lo fa: è tutto inserito nel rapporto annuale, ha indicato un portavoce. Inoltre la banca rende note a scadenza settimanale le statistiche sugli averi a vista.

Il rapporto del Tesoro, che viene diffuso a ritmo semestrale, non ha un effetto diretto, ma serve come base al governo americano per orientale la sua politica commerciale internazionale e può costituire un avvertimento riguardo a possibili sanzioni.

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