Quando a Cernobbio si parla francese

Al Forum Ambrosetti l'offensiva economica e politica di Parigi

Quando a Cernobbio si parla francese
Pierre Moscovici

Quando a Cernobbio si parla francese

Pierre Moscovici

CERNOBBIO - C'è molta Francia quest'anno nel Forum The European House - Ambrosetti, che tradizionalmente si svolge agli inizi di settembre a Villa d'Este di Cernobbio, sulle rive del lago di Como. Con un ministro, un commissario europeo, alcuni top manager di rilievo, la presenza francese questa volta si è fatta sentire. Sarà un caso o sarà una decisione presa a tavolino, fatto sta che la platea di imprenditori, manager, politici italiani e stranieri sta assistendo a numerosi interventi made in France dentro o a margine del convegno, che è iniziato ieri, venerdì, e si concluderà domani, domenica.

Il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, ha indicato la necessità dell'asse franco-tedesco in Europa. "Vogliamo costruire - ha detto Le Maire - con tutti i partner, specialmente con la Germania, un'Eurozona più integrata. Serve un Fondo monetario europeo come l'FMI e un ministro delle Finanze a livello dell'Eurozona, che possa avere un ruolo chiave. Con la cancelliera Merkel abbiamo parlato di una nuova Eurozona più forte, la collaborazione tra Merkel e Macron è molto stretta". Dichiarazioni che fanno il paio con quelle rilasciate recentemente dal ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, che ha lasciato aperta la porta alle proposte francesi su un coordinamento finanziario più stretto nell'area dell'euro.

Quanto all'Italia, Le Maire non ha affrontato direttamente il dossier che vede il contrasto tra Roma e Parigi sui cantieri navali di Saint Nazaire (l'italiana Fincantieri vuole acquisirne la maggioranza, ma il Governo francese per ora non è d'accordo sul controllo italiano). "L'undici settembre sarò a Roma per trovare un compromesso, vogliamo arriavre a una soluzione, spero entro fine mese", si è limitato ad affermare a questo riguardo il minsitro francese.

Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici e monetari, anch'egli francese, ha detto la sua in particolare sull'euro e sulla Banca centrale europea, guidata dall'italiano Mario Draghi. "L'euro forte - ha detto Moscovici - dipende anche dalla politica monetaria della BCE, che i commissari europei non commentano. Ma abbiamo fiducia nella leadership e nella visione di Mario Draghi. Quello che osservo è che l'attuale livello dell'euro non è una minaccia per le imprese europee". Insomma da una parte fiducia di Le Maire alla Merkel, che in tutta evidenza l'attuale Governo francese spera possa vincere le elezioni tedesche del 24 settembre come indicano i sondaggi, dall'altra fiducia di Moscovici anche a Draghi e alla politica BCE. Dopo una fase di indebolimento, ben accolta dalle imprese esportarici dell'Eurozona, l'euro è risalito (ora è a 1,18 dollari USA e a 1,14 franchi svizzeri, ndr), ma secondo Moscovici per l'export dei Paesi della moneta unica questi livelli sono ancora in una fascia di equilbrio. Un parere peraltro condiviso da molti manager e imprenditori presenti al Forum: secondo un sondaggio tra i partecipanti, la maggior parte ritiene che l'euro nella prossima fase non si indebolirà e che l'attuale livello della moneta unica, pur creando qualche problema all'export dell'Eurozona, comunque non rappresenta un allarme. Se l'euro confermerà l'uscita dalla fase di indebolimento, questa sarà tra l'altro una buona notizia per le esportazioni elvetiche e per la Banca nazionale svizzera, che continua ad agire per frenare il superfranco.

Sul fronte dei top manager francesi, va segnalata la presenza soprattutto di Jean Pierre Mustier, amministratore delegato del gruppo bancario UniCredit, e di Philippe Donnet, amministratore delegato del gruppo assicurativo Generali. Due francesi per due gruppi di primo piano sulla scena italiana. Non c'è necessariamente accordo tra manager, ministro dell'Economia e commissario europeo agli Affari economici. I ruoli sono diversi. Ma anche questa presenza di manager contribuisce ad accrescere la presenza della Francia quest'anno sulle rive del lago di Como. E a dare l'impressione di un'offensiva politico-economica francese in territorio italiano, a due passi dalla Svizzera.

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