Nestlé: timida crescita del fatturato nel 2019

Vevey

Il gigante dell’alimentare registra una crescita organica del 3,5% e un fatturato di 92,6 milioni di franchi

 Nestlé: timida crescita del fatturato nel 2019
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Il gigante dell’alimentare Nestlé ha registrato nel 2019 un fatturato di 92,6 miliardi di franchi, in aumento dell’1,2% rispetto all’esercizio precedente. La crescita organica si è attestata al 3,5%, si legge oggi in un comunicato dell’azienda di Vevey (VD), un dato che soddisfa le attese degli analisti.

Un +2,9% è dovuto all’aumento dei volumi di vendita (RIG) e l’altro +0,6% è da attribuire ad incrementi di prezzo. La multinazionale vodese non viveva un tale ritmo di sviluppo dal 2015. Nel corso del 2020 si prevede un’ulteriore accelerata.

L’utile netto ha raggiunto quota 12,6 miliardi, il che equivale a una progressione del 24,4% su base annua, grazie anche alla vendita del suo comparto Skin Health, che produce articoli per la cura della pelle, per 10,2 miliardi di franchi. A livello operativo, l’EBIT è salito del 4,8% a 16,3 miliardi, per un margine corrispondente del 17,6% (+0,6 punti).

Gli azionisti riceveranno un dividendo di 2.70 franchi per titolo, in aumento di 25 centesimi. Si tratta del 25esimo incremento consecutivo.

Gli analisti consultati dall’agenzia AWP si aspettavano in media un fatturato di 93,3 miliardi con una crescita organica del 3,6%, un EBIT di 16,5 miliardi per un margine del 17,7% e un utile netto di 12,3 miliardi di franchi. Il dividendo era inoltre atteso a 2.68 franchi per azione.

A spingere le vendite sono stati i prodotti per animali domestici di Purina, ma anche il caffè ha registrato un forte dinamismo grazie alla domanda di prodotti Starbucks introdotti ormai in oltre 40 paesi, spiega Nestlé. Questi ultimi hanno generato un fatturato superiore ai 300 milioni di franchi. Alimentari vegetariani e vegetali hanno segnato una crescita organica a due cifre e un giro d’affari di quasi 200 milioni. Una progressione modesta è invece stata registrata dal divisione Nestlé Waters, rispecchiando la pressione sui prezzi nel segmento e la debole domanda in Europa. Il gruppo ha già annunciato una riorganizzazione della divisione.

Verso fine anno la multinazionale ha perso un po’ di slancio, crescendo organicamente del 3% nel quarto trimestre, dopo un +3,7%, un 3,9% e un 3,4% in quelli precedenti. Nestlé comunque se lo aspettava già per svariati motivi.

Per l’esercizio in corso Nestlé si mostra più prudente che in passato. Ora viene prospettata «un’ulteriore progressione» della crescita organica, mentre finora si parlava di un incremento attorno al 5%. Per il 2021/2022 è invece attesa un’accelerazione verso una crescita durevole del 5% circa. Il margine operativo di base dovrebbe migliorare costantemente. Inoltre sono previsti anche aumenti dell’utile per azione a tassi costanti e dell’efficienza di capitale. Il gruppo ritiene prematuro fornire cifre sulle conseguenze finanziarie dell’epidemia di coronavirus. La Cina è il secondo maggior mercato della società e genera circa l’8% delle vendite complessive.

Nestlé ha pure fatto sapere che proporrà all’assemblea generale degli azionisti del 23 aprile la nomina della cittadina svizzera Hanne Jimenez de Mora nel Consiglio d’amministrazione (Cda). Beat Hess lascerà invece l’organo di sorveglianza dopo 12 anni. Il Cda conterà così 14 membri di cui 12 indipendenti.

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