«Per le aziende ticinesi, innovare o morire»

Economia

L’intervento di Christian Vitta durante la tradizionale serata della Swiss-American Chamber of Commerce

«Per le aziende ticinesi, innovare o morire»
Da sinistra: Martin Naville, CEO della Swiss-American Chamber of Commerce (SACC); Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato e direttore del DFE; Edward T. McMullen, Jr., U.S. Ambassador di Switzerland e Liechtenstein; Franco Polloni, presidente del consiglio della SACC Ticino; Sergio Magistri, membro del board della SACC Ticino

«Per le aziende ticinesi, innovare o morire»

Da sinistra: Martin Naville, CEO della Swiss-American Chamber of Commerce (SACC); Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato e direttore del DFE; Edward T. McMullen, Jr., U.S. Ambassador di Switzerland e Liechtenstein; Franco Polloni, presidente del consiglio della SACC Ticino; Sergio Magistri, membro del board della SACC Ticino

«Innovare o morire» è stato il severo monito lanciato da Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato e responsabile del DFE, ospite d’onore del tradizionale Annual Dinner della Swiss-American Chamber of Commerce (SACC) ieri sera a Lugano. Vitta ha tracciato il quadro del tessuto economico ticinese, in cui 34.000 aziende, mediamente di piccole dimensioni ma ben diversificate settorialmente, hanno consentito di superare i momenti difficili della congiuntura ed hanno compensato, in termini di gettito fiscale, gli ammanchi del comparto bancario. Un PIL ticinese di 30 miliardi di franchi, in crescita, un export di 7,25 miliardi di cui oltre il 14% va verso gli USA. Quanto al mercato del lavoro, Vitta ha sottolineato come, a fronte di percezioni pessimistiche, il trend sia in realtà positivo. Tuttavia ne ha riconosciuto peculiarità e problemi, che lo differenziano ad esempio dalla situazione di Ginevra o Basilea, che si trovano al centro di aree industriali. In Ticino la situazione è diversa, con un mercato «schiacciato» fra Zurigo e Lombardia, con elevati differenziali in termini di reddito, che rendono normale la pressione sul mercato del lavoro. E’ stata ricordata la presenza in Ticino di importanti centri di ricerca e gli ingenti investimenti relativi, il ruolo dei meta settori-chiave, scienze della vita, moda, meccanica ed elettronica, information technology, le innovazioni in termini di mobilità e di sviluppo turistico, oltre all’adesione alla Great Zurich Area.

Franco Polloni, presidente del Ticino Chapter della SACC, e l’ambasciatore USA in Svizzera e Liechtenstein, Edward T. McMullen Jr, hanno fatto il punto sulle relazioni bilaterali, giudicate ottime, ricordando la visita a Washington di Ueli Maurer e l’avvio di promettenti iniziative commerciali, e l’incontro fra il Segretario di Stato Mike Pompeo ed Ignazio Cassis, proseguito con una visita ai castelli di Bellinzona. E’ stato anche citato il ruolo diplomatico della Svizzera nel curare le relazioni diplomatiche di Washington nella Repubblica Islamica dell’Iran, funzione particolarmente di rilievo in occasione dei recenti «incidenti» verificatisi nella regione, che hanno portato ad una maggiore tensione fra Teheran ed Washington.

Importante è stata poi l’entrata in vigore, a settembre, del protocollo sulla tassazione fra USA e Svizzera. McMullen ha riconosciuto la posizione privilegiata della Svizzera entro uno scenario economico europeo difficile, sottolineando i crescenti volumi degli investimenti negli Stati Uniti, il cui Presidente Trump, ha affermato l’ambasciatore «ha la Svizzera nel cuore».

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