Per le piccole imprese ticinesi un futuro tutto da esplorare

INDUSTRIA

L’elevata competitività della Svizzera dipende da ottime condizioni quadro, che vanno difese – Regazzi: L’aspetto fiscale rimane fondamentale – Audemars: «Importante il dialogo fra economia, politica e società»

Per le piccole imprese ticinesi un futuro tutto da esplorare
© CdT/Gabriele Putzu (Archivio)

Per le piccole imprese ticinesi un futuro tutto da esplorare

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Quali sono le prospettive per le piccole e medie imprese ticinesi? È stato questo il tema di una conferenza organizzata da Live expo, piattaforma di Digital Forum che dà spazio alle aziende del cantone. Dopo il saluto di Fabio Sacchi, editore di Ticino Economico, Fabio Regazzi, consigliere nazionale e presidente USAM (Unione svizzera delle arti e mestieri) ha affermato che le imprese devono affrontare numerose sfide.

Grandi cambiamenti
«Qual è - si è chiesto - il quadro attuale? L’USAM raggruppa 230 associazioni per un totale di 500 mila piccole imprese elvetiche. La situazione che abbiamo vissuto nell’ultimo anno e mezzo è stata influenzata dalla pandemia. Ma per il futuro gli imprenditori dovranno affrontare molti grandi cambiamenti».

«Un tema attuale - ha aggiunto - è quello della digitalizzazione. Si tratta di un fenomeno che sempre più accompagna la produzione, la vendita, la gestione del personale, e via dicendo. Per le PMI è un fattore essenziale, e bisogna essere capaci di utilizzare appieno le nuove tecnologie digitali. Fortunatamente, le nostre industrie sono sulla buona strada e ci stiamo impegnando perché le imprese possano usarle in modo efficiente».

«Altri grandi temi - ha sottolineato - sono quelli della flessibilizzazione del diritto del lavoro, della riduzione dell’onere amministrativo, e della lotta cybercriminalità, soprattutto perché molti processi e commerci dipendono da Internet».

«Ma per noi industriali - ha notato - il tema della formazione è centrale. In Svizzera disponiamo del modello duale, che permette di svolgere corsi di perfezionamento anche di alto livello. Tuttavia, soprattutto nei cantoni latini il percorso di apprendistato viene ancora visto come una formazione di serie B. Ma questo è un mito da sfatare».

«A questi - ha commentato - si aggiungono gli aspetti di natura finanziaria e fiscale. Saluto il rifiuto dell’iniziativa del 99%, che rappresenta un chiaro no popolare a nuove tasse. Inoltre, per contrastare la montante marea normativa, nociva per la competitività della piazza svizzera, abbiamo concepito lo strumento del freno alla regolamentazione, che somiglia al freno all’indebitamento, che sarà sottoposto a maggioranza qualificata in Parlamento, e che dovrà essere discusso prossimamente dalle Camere. Insomma, ci sono parecchi cantieri aperti, e il mio augurio è che possiamo rafforzare sempre più i nostri punti vincenti, basati sulla collaborazione fra tutti gli attori implicati, compresa la politica».

«In generale - ha concluso Regazzi - le aziende elvetiche hanno dimostrato una capacità di resilienza straordinaria nel caso del rafforzamento del franco, e io sono convinto che che sapranno superare gli ostacoli attuali e diventare ancora più forti di prima».

Nascere nel territorio
Dal canto suo Flavio Audemars, presidente AIF Ticino (Associazione Imprese Familiari), ha sottolineato il fatto che le aziende familiari hanno caratteristiche che provocano vantaggi e svantaggi. «Nasciamo in un territorio - ha detto - al quale restiamo legati, e abbiamo il compito di formare le generazioni future. Per noi il cambio generazionale rappresenta una grande sfida, visto che modifica l’atteggiamento imprenditoriale e tecnologico delle aziende».

«Noi dipendiamo molto - ha concluso - dalle condizioni quadro, soprattutto quelle fiscali. Contrariamente alle società anonime, nelle imprese di famiglia il proprietario non è anonimo, e questo è un aspetto importante. Ci auguriamo che si possa continuare il dialogo fra politica, economia e società, per far crescere il potenziale delle imprese di famiglia, visto che rappresentiamo qualche miliardo di fatturato».

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