«Rischio che norme e standard vengano stabiliti in Asia»

Libero scambio

Per gli esperti l’accordo fra i quindici Paesi del Pacifico apre una grande partita commerciale - Sacerdoti: «L’intesa ha un’indubbia importanza geopolitica» - Olivieri: «Il passo segna l’egemonia della Cina nell’area»

«Rischio che norme e standard vengano stabiliti in Asia»
Il porto cinese di Shenzhen, uno dei centri commerciali principali del Paese di mezzo. ©Shutterstock

«Rischio che norme e standard vengano stabiliti in Asia»

Il porto cinese di Shenzhen, uno dei centri commerciali principali del Paese di mezzo. ©Shutterstock

Negli scorsi giorni è stato annunciato un grande accordo di libero scambio fra quindici Paesi dell’Asia-Pacifico: ol Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep), che include le 10 economie dell’Asean insieme a Cina, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e Australia. Quest’area rappresentando il 30% circa del PIL globale.

Si tratta di un punto di svolta a livello di commercio internazionale? E quali sono le implicazioni future di questa intesa? Lo abbiamo chiesto a due esperti di commercio e di Asia.

«Non è facile - spiega Giorgio Sacerdoti, professore emerito di Diritto internazionale all’Università Bocconi di Milano e, dal 2001 al 2009, membro per la UE dell’Organo d’Appello della WTO - capire l’importanza del Regional Cooperation Economic Partnership (RCEIP), accordo regionale Asia-Pacifico,...

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