Saltano 20 posti all’UBS

Banche

Toccate le sedi di Lugano e Chiasso - Le difficoltà di accesso al mercato italiano provocano la necessità di razionalizzare - Pedrotti: «Alcuni verranno prepensionati, per gli altri abbiamo predisposto un piano sociale»

Saltano 20 posti all’UBS
© CdT/Chiara Zocchetti

Saltano 20 posti all’UBS

© CdT/Chiara Zocchetti

(Aggiornato alle 20.39) Le difficoltà di accesso al mercato italiano colpiscono UBS, che in Ticino ha licenziato una ventina di dipendenti che si occupavano della clientela della Penisola. Luca Pedrotti, direttore per il Ticino dell’istituto, ha spiegato al CdT che è stato predisposto un piano sociale. «Abbiamo comunicato a una ventina di persone - spiega Pedrotti - la cancellazione del posto di lavoro. Sono tutte attive nella gestione della clientela italiana internazionale». «Una parte di loro - precisa - potrà beneficiare del prepensionamento, dato che hanno raggiunto l’età di 62 anni, mentre per gli altri abbiamo predisposto un piano sociale della durata anche di 12 mesi, per sostenerli nello svolgimento di nuove formazioni o nel cercare posizioni alternative all’interno dell’azienda». «Ora non è possibile - nota - dire quanti saranno prepensionati, visto che è il collaboratore ad accettare o meno l’offerta».

«Alla base di questa decisione - continua - c’è la necessità di gestire in maniera ottimale le strutture e i costi, anche in funzione del fatto che la redditività e i margini di profitto sono fortemente sotto pressione. La ricerca di efficienza in tutte le unità di business è una necessità costante. La situazione di stallo nella gestione del mercato italiano è nota: a causa delle grandi difficoltà che abbiamo nelle discussioni sull’accesso al mercato della Penisola, che ci porta a gestire l’attività in maniera più passiva rispetto al passato».

Ora per UBS in Ticino lavorano ancora 750 persone. «È difficile dire se ci saranno altri tagli. La trasformazione del mondo bancario costringerà tutte le organizzazioni a guardare alle proprie strutture, per ottimizzare le risorse e far fronte alla pressione sui margini. Spero vivamente che questo sia stato l’unica misura di questo genere, ma non posso dare una risposta definitiva».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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