Su i prezzi alla produzione e all’importazione

ECONOMIA

L’aumento alla produzione su base mensile dello 0,5% rispetto a luglio si spiega con i prezzi più alti di prodotti farmaceutici e chimici – Il +1,0% all’importazione riguarda anche petrolio greggio e gas naturale

Su i prezzi alla produzione e all’importazione
© CdT/Archivio

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Il mese scorso l’indice totale dei prezzi alla produzione e all’importazione è aumentato ulteriormente, portandosi a 103,9 punti (+0,7% rispetto a luglio). Nel confronto con agosto 2020 risulta un incremento del 4,4%, secondo i risultati dell’Ufficio federale di statistica (UST) pubblicati oggi.

Da solo, l’indice dei prezzi alla produzione è cresciuto su base mensile dello 0,5% a 102,4 punti, mentre su base annua segna una progressione del 2,9%. L’aumento rispetto a luglio si spiega soprattutto con i prezzi più alti di prodotti farmaceutici e chimici, si legge in una nota.

Rincarati anche metalli e semilavorati in metallo, legno tagliato e piallato, articoli di gomma e materie plastiche, nonché gli ortaggi freschi. I prezzi di rottami di ferro e carne suina hanno invece registrato un calo.

Dal canto suo l’indice dei prezzi all’importazione si è attestato a 107,0 punti, con un +1,0% rispetto a luglio. Nel confronto con un anno prima è invece salito di ben il 7,6%, indica l’UST.

Rispetto al mese precedente sono stati registrati prezzi più alti soprattutto per prodotti organici dell’industria chimica, materie plastiche in forme primarie, petrolio greggio e gas naturale, metalli e semilavorati in metallo, prodotti in legno, nonché articoli di gomma e materie plastiche. Sono rincarati anche altri prodotti chimici, carta e prodotti cartacei e caffè verde. Sono scesi invece i prezzi dei preparati farmaceutici e dei prodotti petroliferi.

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