Sunrise fa i conti, tra l’aumento dell’utile e la rinuncia a UPC

Economia

La società di telefonia ha continuato a crescere nel terzo trimestre del 2019 con un utile netto in progressione del 51,7% su base annua

Sunrise fa i conti, tra l’aumento dell’utile e la rinuncia a UPC
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Sunrise fa i conti, tra l’aumento dell’utile e la rinuncia a UPC

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Con una clientela in espansione, Sunrise ha continuato a crescere nel terzo trimestre del 2019. Il numero due elvetico delle telecomunicazioni, che ha visto aumentare leggermente il proprio fatturato, ha accresciuto notevolmente la propria redditività, con un utile netto in progressione del 51,7% su base annua, a 48 milioni di franchi.

Nel corso dell’odierna presentazione dei conti, Sunrise ha ribadito di aver rinunciato definitivamente all’acquisizione di UPC - e annunciato di dover pagare una penale da 50 milioni di franchi - e di voler cooperare con la cinese Huawei per la realizzazione della sua rete 5G, nonostante la messa in guardia degli Stati Uniti, che considera il gigante cinese un pericolo per la confidenzialità delle informazioni.

Aumento della redditività

L’utile prima della deduzione di interessi, imposte, ammortamenti e ammortamento dell’avviamento (Ebitda) è cresciuto a un ritmo più lento, salendo del 13% a 175 milioni di franchi, indica una nota odierna dell’operatore zurighese. Senza tenere conto dell’adozione della norma contabile IFRS 16, l’incremento è stato del 5,5%.

L’Ebitda è risultato di 173 milioni di franchi, in crescita del 9,4% rispetto all’anno precedente. Escludendo l’IFRS 16, la performance operativa rettificata per elementi considerati eccezionali è migliorata del 2%. Dal canto suo il fatturato è aumentato dell’1%, raggiungendo i 474 milioni di franchi.

La performance è stata superiore alle aspettative degli analisti, almeno per quanto riguarda l’utile netto e i ricavi, con un Ebitda rettificato che però non raggiunge l’obiettivo.

Nel suo comunicato Sunrise aggiunge che ieri ha rescisso il contratto firmato con Liberty Global per l’acquisizione di UPC Svizzera per circa 6,3 miliardi di franchi. Poiché l’operazione era fallita - per l’opposizione dei suoi azionisti ad un aumento di capitale - la rescissione dell’accordo comporta il pagamento di una penale di 50 milioni di franchi al gigante statunitense.

Sunrise stima che il totale dei costi aggiuntivi legati alla rinuncia dell’acquisizione sarà compreso tra 70 e 75 milioni di franchi. Di questo importo, 27 milioni sono già stati iscritti nel conto dei primi nove mesi, compresi 24 milioni per altre spese operative, aggiunge l’operatore nella nota.

UPC, penale da 50 milioni di franchi

Come già anticipato nelle settimane scorse, a causa delle resistenze di diversi azionisti di peso Sunrise ha abbandonato il progetto di acquisizione di UPC Svizzera. L’operatore ha informato il proprietario di UPC, il gigante statunitense Liberty Global.

Liberty Global spera ancora di trovare un nuovo accordo per la sua filiale. Nel suo comunicato, l’azienda dichiara che intende proseguire i colloqui con il consiglio di amministrazione di Sunrise e con il suo principale azionista Freenet, che si era fortemente opposto alla prevista acquisizione di UPC.

Liberty Global sostiene che un’eventuale acquisizione apporterebbe un notevole valore aggiunto sia agli azionisti che ai consumatori svizzeri. UPC ha invece preso atto dell’annuncio di Sunrise. L’operatore continuerà ad attuare il suo piano di crescita e ad investire nello sviluppo dei suoi prodotti e nell’espansione della sua infrastruttura di rete via cavo.

Di fronte alla fronda degli azionisti, Sunrise ha annunciato il 22 ottobre l’annullamento di un’assemblea generale straordinaria prevista per il giorno successivo, che avrebbe dovuto decidere in merito all’acquisizione e votare un aumento di capitale di 2,8 miliardi di franchi, destinato a finanziare in parte l’operazione valutata complessivamente a 6,3 miliardi.

5G, Sunrise non rinuncia a Huawei

Nonostante le accuse di spionaggio provenienti dagli Stati Uniti contro Huawei, Sunrise non intende rinunciare alla tecnologia cinese per implementare la sua strategia 5G nei prossimi anni, come ha dichiarato oggi Olaf Swantee, CEO dell’operatore.

Le autorità svizzere non avevano raccomandato di escludere Huawei dalla realizzazione della rete 5G. In ogni caso, secondo il manager non vi sono riscontri secondo i quali Huawei potrebbe abusare della rete mobile.

All’inizio della settimana, Sunrise ha concluso l’analisi in merito alla sua cooperazione con Huawei alla luce di possibili sanzioni statunitensi. L’azienda si considera al riparo da eventuali rappresaglie americane: gli elementi della rete installati o gestiti da Huawei non contengono tecnologie statunitensi e non sono quindi interessati da eventuali sanzioni.

Huawei, noi non spiamo

Lo scorso giugno, Huawei Svizzera aveva risposto alle accuse di spionaggio del segretario di stato Usa Mike Pompeo, in vista nella Confederazione, che nessun programma nascosto era stato installato nelle apparecchiature tecnologiche prodotte dal gigante cinese per controllare le comunicazioni degli utenti.

In un’intervista concessa al quotidiano «Le Temps», il vice presidente della filiale elvetica Felix Kamer aveva dichiarato che nessuno aveva accesso ai dati che passano attraverso «le nostre apparecchiature di telecomunicazione: né noi né terzi».

Pompeo aveva indicato, in un’intervista pubblicata dalla «Neue Zürcher Zeitung», che chi utilizza le le tecnologie cinesi rischia di vedere trasmettere le sue informazioni al partito comunista.

Il 17 marzo scorso, attraverso l’ambasciata americana a Berna, l’esecutivo di Donald Trump era intervenuto presso il Consiglio federale in merito a Huawei. Il Dipartimento federale degli affari esteri aveva confermato scambi a livello diplomatico con gli Usa sul tema. Washington aveva esortato alleati e amici a garantire la sicurezza della rete 5G, evitando fornitori sotto il controllo di stati stranieri. Obiettivo: limitare spionaggio e attacchi cibernetici.

Gli Americani temono che le aziende possano deliberatamente installare backdoor nei loro componenti, vale a dire «porte sul retro» segrete che permettano di aggirare le difese di un sistema informatico. Huawei viene in tal senso ritenuta in grado di farlo, in quanto molto vicina al governo cinese: questo sebbene l’impresa abbia sempre respinto le accuse.

In Svizzera ad aver scelto Huawei per la sua rete 5G è Sunrise. Swisscom ha optato per la svedese Ericsson e Salt per la finlandese Nokia. Swisscom si affida peraltro ai componenti del gruppo cinese per la sua rete fissa.

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