Svizzera

Concorrenza fiscale: Zugo sempre al comando, il Ticino ventesimo

Dopo la votazione di domenica UBS ha aggiornato il suo «indicatore di competitività dei cantoni»

 Concorrenza fiscale: Zugo sempre al comando, il Ticino ventesimo
Foto Fiorenzo Maffi

Concorrenza fiscale: Zugo sempre al comando, il Ticino ventesimo

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ZURIGO - L’approvazione alle urne della riforma della fiscalità delle imprese rimescola le carte per quel che riguarda la competitività fra i cantoni. Secondo uno studio di UBS, Zugo rimane comunque il cantone con il miglior potenziale di crescita, davanti a Basilea Città e Zurigo. Il Ticino figura nella parti basse della classifica. Dopo la votazione sulla riforma fiscale e del finanziamento dell’AVS (RFFA), la grande banca ha ricalcolato il suo «indicatore di competitività dei cantoni». La riforma - ricorda lunedì UBS in una nota - obbliga i cantoni a rivedere le rispettive aliquote fiscali sull’utile delle imprese. Ma mentre alcuni hanno già preso misure, altri ancora esitano.

La nuova situazione comporta spostamenti nella classifica dei cantoni più competitivi. In alto alla classifica, Basilea Città ha ridotto la sua aliquota sull’utile delle imprese ed ha così sorpassato Zurigo. La distanza fra i tre cantoni di testa e il plotone è inoltre aumentata.

Il canton Vaud avanza di tre posizioni e grazie alla sua «forte competitività» si trova ora al quarto rango. Il plotone - scrive la grande banca - è formato da dieci cantoni «che presentano solide prospettive di crescita». Una competitività da «moderata a debole» è invece attestata a Berna, Neuchâtel, al Ticino (che perde una posizione e adesso è ventesimo), come pure alla maggior parte dei cantoni di montagna.

Il cantone che nella classifica di UBS è salito di più è Glarona, avanzato di quattro posizioni al diciottesimo rango. Assieme ad Appenzello Interno (al 22. posto), Glarona è in effetti il cantone che offre «l’ambiente più attrattivo in termini di costi».

In altri cantoni la competitività a lungo termine si è invece ridotta: è il caso di Berna, che dopo il rifiuto di un progetto di riforma cantonale si ritrova con la più alta aliquota di imposizione sugli utili delle società e perde sei posizioni, scendendo al ventunesimo rango. Stesso discorso per Soletta, che ieri ha respinto il suo progetto di applicazione cantonale della RFFA e scende di una posizione al diciassettesimo.

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