La BNS lascia al -0,75% il tasso guida

Politica monetaria

La Banca nazionale svizzera ha però aumentato l’importo fino al quale gli istituti di credito non dovranno pagare interessi negativi

 La BNS lascia al -0,75% il tasso guida
© Gabriele Putzu

La BNS lascia al -0,75% il tasso guida

© Gabriele Putzu

La Banca nazionale svizzera (BNS) mantiene invariata la sua politica monetaria: l’istituto d’emissione lascia fermo al -0,75% il suo tasso guida, confermando anche gli interessi negativi, pure dello 0,75%, sui conti giro presso la BNS. Per questi ultimi sarà però aumentato l’importo (franchigia) fino al quale le banche non dovranno pagare interessi negativi.

Vi era molta attesa per conoscere l’orientamento comunicato stamane. Le previsioni degli analisti non erano infatti concordi e non mancavano gli esperti - circa un terzo - che scommettevano su ulteriore abbassamento del tasso guida al -1,00%.

La BNS conferma invece quasi interamente il suo approccio. «Alla luce dei recenti sviluppi internazionali e delle prospettive inflazionistiche in Svizzera la politica monetaria espansiva è tuttora necessaria», afferma l’istituto guidato da Thomas Jordan nella nota che accompagna il tradizionale esame trimestrale della situazione economica e monetaria.

La BNS ribadisce la propria disponibilità a intervenire all’occorrenza sul mercato dei cambi, che «rimane fragile», per evitare un rafforzamento da essa giudicato eccessivo del franco. La moneta elvetica «continua a presentare una valutazione elevata». Si tratta, secondo la banca, di contrastare l’attrattiva degli investimenti in franchi, stabilizzando l’evoluzione dei prezzi e sostenendo l’attività economica.

La novità odierna è rappresentata dall’adeguamento della base di calcolo per l’interesse negativo. Questo continuerà ad applicarsi a quella porzione degli averi a vista delle banche presso la BNS che eccede un determinato importo in franchigia. Tale soglia sarà d’ora in poi aggiornata mensilmente, rispecchiando l’evoluzione dei bilanci bancari.

Questo approccio tiene conto del fatto che il contesto globale di bassi tassi di interesse si è ulteriormente consolidato negli ultimi tempi e potrebbe protrarsi ancora a lungo. Concretamente l’adeguamento ha per effetto di aumentare l’importo in franchigia per il sistema bancario e diminuire gli introiti per interessi negativi della BNS, scrive l’istituto.

Il nuovo calcolo dell’importo in franchigia entrerà in vigore il primo novembre. La Banca nazionale verificherà regolarmente l’adeguatezza della base di calcolo per il tasso dell’interesse negativo, provvedendo alle modifiche necessarie per preservare anche in futuro il margine di manovra della politica monetaria. «L’onere per interessi negativi sarà limitato allo stretto indispensabile», promette la BNS.

Quest’ultima ha anche corretto al ribasso le sue previsioni sull’inflazione, che sono dello 0,4% per quest’anno, dello 0,2% per il 2020 e dello 0,6% per il 2021, a fronte di rispettivamente lo 0,6%, lo 0,7% e l’1,1% preventivati tre mesi or sono. La stima si basa sull’assunto che il tasso guida - che nel precedente esame di giugno aveva sostituito il margine di fluttuazione del Libor a tre mesi, fino ad allora principale tasso di riferimento - rimanga pari a -0,75% lungo l’intero orizzonte previsto.

Sul fronte congiunturale, la BNS considera che negli ultimi mesi vi è stato un deterioramento, complici le accresciute tensioni commerciali e le incertezze politiche. L’istituto rivede quindi al ribasso la propria previsione di crescita per i prossimi trimestri: per l’intero 2019 è ora atteso un aumento del prodotto interno lordo (Pil) compreso tra lo 0,5% e l’1,0%, contro l’1,5% circa della previsione di giugno. Per il medio termine la Banca nazionale si aspetta però che la congiuntura globale riprenda vigore, anche per effetto delle misure di allentamento monetario. L’inflazione dovrebbe poi tornare ad aumentare gradualmente.

La BNS ricorda una volta ancora che sul mercato ipotecario e immobiliare persistono gli squilibri. Accoglie pertanto con favore la recente revisione delle direttive in materia di autodisciplina delle banche nell’ambito degli immobili a reddito. La BNS promette che continuerà a seguire attentamente gli sviluppi sul mercato ed esaminerà regolarmente la necessità di un aggiustamento del cuscinetto anticiclico di capitale.

Come noto la politica monetaria della BNS è fortemente influenzata da quella di altri istituti. La settimana scorsa la Banca centrale europea (Bce) aveva ridotto il tasso di deposito da -0,40% a -0,50%, riattivando nel contempo gli acquisti di titoli pubblici e privati. Ieri la Federal Reserve ha a sua volta abbassato il tasso, di un quarto di punto, in una forchetta tra l’1,75 e il 2%. È il secondo intervento di questo tipo quest’anno: alla fine di luglio la banca centrale americana aveva abbassato il costo del denaro per la prima volta da oltre 10 anni.

Le mosse della Bce e della Fed erano in gran parte previste dai mercati finanziari e per diverse settimane l’orientamento maggioritario voleva che la BNS fosse a sua volta costretta a seguire la stessa strada, portando il tasso guida per esempio al -1,00%, ma con l’avvicinarsi della scadenza si sono fatte sentire le voci di coloro che vedevano l’istituto costretto a mantenere munizioni di riserva per il futuro: circa i due terzi degli analisti puntavano sullo status quo.

La prospettiva di tassi ancora più negativi aveva infatti allarmato non pochi operatori: anche perché diversi pensavano che un passo di questo tipo avrebbe portato le banche a introdurre interessi negativi generalizzati sui risparmi dei clienti, con conseguenze tutte da verificare. Contro gli interessi negativi è scesa in campo anche l’Associazione svizzera dei banchieri (ASB), che ha chiesto contromisure.

Gli interessi negativi provocano problemi in vari ambiti: da quello ipotecario - gli svizzeri sono sempre più indebitati - a quello relativo ai rendimenti degli investimenti, a partire da quelli delle casse pensioni. C’è anche chi non esita a parlare di un gigantesco modello ridistribuivo, un balzello deciso autonomamente dalla BNS, senza legittimità democratica, che doveva essere temporaneo ma che si è poi prolungato nel tempo. I tassi di interessi negativi sui conti giro sono stati infatti introdotti il 22 gennaio 2015 (allora con un tasso del -0,25%).

Leggero rafforzamento del franco sull’euro
Il franco si è leggermente rafforzato sull’euro dopo la decisione della Banca nazionale svizzera di lasciare invariato il tasso guida. La moneta europea, che dopo le 9.00 era salita a un massimo di 1,1018, è ridiscesa a circa 1,0970. Attualmente il corso dell’euro è ai massimi da inizio agosto.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1

    Effetto Hong Kong sull’orologeria

    il settore

    Il confronto tra la città stato e Pechino, gli squilibri geopolitici, nonchè il rallentamento della crescita economica, sono una sfida per il settore
    Pesenti (ATIO): «Come terzisti ci vuole reattività alle sollecitazioni dei clienti»

  • 2
  • 3

    Sempre più armi svizzere nel mondo

    Export

    Il materiale bellico esportato nei primi nove mesi dell’anno ha un valore di quasi mezzo miliardo di franchi, il 60% in più rispetto a un anno fa

  • 4
  • 5

    Uber Svizzera continua a crescere

    Trasporti

    Servizi di trasporto attraverso un’applicazione mobile conta circa 400.000 utenti attivi e 3200 autisti nelle quattro città elvetiche in cui opera (Zurigo, Ginevra, Basilea e Losanna)

  • 1
  • 1