La BNS non teme i cambiamenti climatici

Economia svizzera

La stabilità del nostro sistema per ora corre rischi a causa degli stessi

La BNS non teme i cambiamenti climatici
© CdT/Gabriele Putzu

La BNS non teme i cambiamenti climatici

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I rischi che i cambiamenti climatici comportano per la stabilità dell’economia e del sistema finanziario svizzeri appaiono attualmente contenuti: è l’analisi della Banca nazionale svizzera (BNS), secondo cui comunque sia i pericoli, sia loro valutazione potrebbero mutare.

«Di conseguenza la BNS resta vigile, adattando continuamente analisi e strumenti per essere sempre in grado di comprendere e valutare l’impatto di tali rischi sull’intera economia del paese», afferma l’istituto in un comunicato diffuso in occasione di un evento organizzato ieri sera dalla stessa BNS a Ginevra, cui hanno partecipato Andréa Maechler e Thomas Moser, due dei tre membri della direzione generale.

Il cambiamento climatico - hanno sostenuto i due specialisti - rappresenta una sfida di portata planetaria. In gergo economico può essere definito come la conseguenza di un’esternalità negativa: gli operatori economici non sostengono il costo complessivo delle loro emissioni di gas serra per il pianeta e le generazioni future.

In teoria, un’esternalità di questo genere può essere corretta in modo efficace tramite un meccanismo che fa leva sui prezzi, ad esempio applicando una tassa sul CO2. Il compito di elaborare, scegliere e attivare gli strumenti atti ad affrontare il cambiamento climatico spetta comunque innanzitutto alle autorità politiche: non rientra nelle competenze della Banca nazionale, sottolineano i vertici dell’istituto.

Le considerazioni sulla sostenibilità ambientale sono integrate peraltro nella gestione delle riserve valutarie. Al fine di preservare il valore di queste ultime e garantire la propria solidità finanziaria, la BNS esamina l’insieme dei rischi cui è esposto il bilancio, compresi quelli climatici. Essa mira a una gestione diversificata e neutra degli investimenti, in modo da influire il meno possibile sulle condizioni di mercato e non generare conflitti di interesse con la conduzione della politica monetaria.

Per quanto concerne gli aspetti non finanziari (ambientali, sociali e di buon governo aziendale), la BNS adotta una rigorosa politica di esclusione nei suoi investimenti, che le consente di conformare la gestione degli attivi ai valori e alle norme etiche fondamentali della Svizzera, pur mantenendo il suo margine di manovra sul piano monetario.

Il mandato della BNS è definito chiaramente e consiste nel garantire la stabilità dei prezzi, contribuendo al contempo alla stabilità del sistema finanziario. In questo contesto, secondo la direzione, non è auspicabile che la banca persegua obiettivi specifici di politica strutturale o sociale. Ciò rischierebbe infatti di ostacolare l’attuazione di una politica monetaria indipendente e credibile.

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