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Per guadagnare come Sergio Ermotti ci vogliono 213 anni di lavoro

Nei grandi istituti sta nascendo una nuova aristocrazia dei bonus - Lo sostiene la NZZ am Sonntag

 Per guadagnare come Sergio Ermotti ci vogliono 213 anni di lavoro
Sergio Ermotti, presidente della direzione di UBS, nel 2018 ha guadagnato 14,1 milioni di franchi. (Foto Keystone)

Per guadagnare come Sergio Ermotti ci vogliono 213 anni di lavoro

Sergio Ermotti, presidente della direzione di UBS, nel 2018 ha guadagnato 14,1 milioni di franchi. (Foto Keystone)

ZURIGO - Nelle grandi banche sta nascendo una nuova aristocrazia dei bonus: lo sostiene la NZZ am Sonntag, che mette in luce come le gratifiche siano diminuite per la gran parte dei dipendenti, mentre sono aumentate per i top manager. La crisi finanziaria ha portato gli istituti non solo a ridurre il personale, bensì anche a tagliare i compensi: in media i bancari ricevono un bonus di 25’000 franchi, il 38% in meno del 2008, afferma il domenicale sulla base delle cifre sui rilevamenti dei salari. Nel contempo, però, nelle banche continuano a esserci persone che incassano milioni, i cosiddetti «Key Risk Takers»: presso UBS 675 dipendenti ricevono 1,2 miliardi, pari a un quarto di tutti i bonus, in media 1,8 milioni a testa. In seno a Credit Suisse questi top manager sono oltre 1000, il doppio di quanto fossero sei anni or sono.

Le gratifiche aumentano o rimangono stabili anche se i corsi delle azioni delle rispettive società crollano, come è stato il caso nel 2018 per le due banche, che hanno visto i loro titoli perdere un terzo del loro valore. Emblematico è il caso del presidente della direzione di UBS Sergio Ermotti, che nel 2018 ha incassato 14,1 milioni di franchi, praticamente lo stesso dei 14,2 milioni dell’anno precedente. Si tratta di un importo che un ticinese medio (salario mediano mensile 5563 franchi) guadagna in 213 anni di lavoro.

Fra gli investitori - riferisce la NZZ am Sonntag - si fa strada una certa irritazione, perché i compensi non sembrano essere in relazione con le prestazioni, sintetizzate dal corso delle azioni. Ermotti guadagna assai più che all’inizio del suo mandato: lo stipendio fisso è rimasto stabile a 2,5 milioni di franchi ma è fortemente aumentato il bonus, da 6,1 a 11,3 milioni. Le banche sostengono che le retribuzioni d’oro sono necessarie per accaparrarsi i migliori talenti. Sulla base di studi scientifici, il professore dell’Università di San Gallo Roland Weibel - citato dal settimanale - dubita però che elevate quote variabili dei compensi portino a un maggiore successo aziendale. Anche l’Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) è critica. «I bonus non generano incentivi, sono al contrario una fonte di frustrazione», afferma la direttrice Denise Chervet. I dipendenti desiderano in primo luogo riconoscimento e un posto di lavoro sicuro: e proprio queste cose mancano. «Il calo dei ricavi ha condotto a programmi di risparmio: molti non capiscono il fatto che in quest’ambito i direttori ricevano gratifiche da 10 milioni».

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