Banche

Per Raiffeisen crescono gli affari con la clientela

Nel primo semestre più depositi e prestiti alla clientela, ma utile in diminuzione a causa di fattori straordinari

Per Raiffeisen crescono gli affari con la clientela
L’attività principale del gruppo Raiffeisen, ossia la raccolta di risparmio e la concessione di crediti, soprattutto ipotecari, sta continuando di buon passo.  (Foto Archivio CdT)

Per Raiffeisen crescono gli affari con la clientela

L’attività principale del gruppo Raiffeisen, ossia la raccolta di risparmio e la concessione di crediti, soprattutto ipotecari, sta continuando di buon passo.  (Foto Archivio CdT)

Lugano - Primo semestre contrastato per il gruppo Raiffeisen: da un lato gli affari con la clientela hanno registrato un buon andamento, dall’altro l’utile netto è diminuito, anche se per effetto di fattori straordinari.

A bilancio si nota un incremento dei depositi della clientela rispetto al primo semestre del 2018, con un rialzo di 4,6 miliardi a 170,3 miliardi di franchi. Nel periodo in rassegna si è anche assistito ad un afflusso di nuovi fondi netti pari a 4,9 miliardi. Infine, i crediti ipotecari sono saliti dell’1,5% a 182,2 miliardi.

D’altro canto, l’utile netto è sceso del 14,7% a 355 milioni di franchi. La causa è in particolare una rettifica di valore sulle partecipazioni dell’ammontare di 38 milioni. Inoltre, la banca ha anche risentito dell’impatto di un primo ammortamento ordinario di 26 milioni di franchi sul nuovo sistema bancario core.

Senza considerare la performance della banca privata Notenstein La Roche, ceduta lo scorso anno alla banca zurighese Vontobel in un contesto d’esercizio dovuto a spese derivanti all’era Pierin Vincenz, ex CEO del gruppo, Raiffeisen rileva che la performance operativa si situa al livello di quella presentata dodici mesi prima.

Concludere il riorientamento

Il dopo-Vincenz implica un profondo riorientamento, che avrà una priorità elevata anche nel secondo trimestre: «La mia attenzione nei prossimi mesi sarà focalizzata a rendere Raiffeisen Svizzera ancora più produttiva ed efficiente», afferma Heinz Huber, presidente della direzione di Raiffeisen Svizzera, guardando al futuro. Il CEO intende concludere il riorientamento entro la fine dell’anno.

Ma come sono andati gli affari a Sud delle Alpi? Lo abbiamo chiesto a Mauro Cavadini, presidente della Federazione delle Banche Raiffeisen Ticino e Moesano. Ricordiamo che la Federazione ha una diffusione capillare sul territorio, tanto che una persona su tre nella regione ha un conto presso una filiale di questa banca, e aggiungendo le imprese, i clienti arrivano a 250.000.

«I risultati a livello nazionale del gruppo Raiffeisen - nota Mauro Cavadini - sono positivi. Infatti, malgrado il calo dell’utile, si nota comunque un miglioramento, anche se moderato, su quasi tutti i fronti. Quindi il core business tiene e la crescita avviene soprattutto attraverso i depositi della clientela, e un po’ meno sul fronte tradizionale dei crediti. Infatti i prestiti ipotecari sono saliti in maniera moderata, ma questo è la conseguenza di una strategia voluta. La diminuzione del 14,7% dell’utile netto, che sembra molto eclatante, è essenzialmente dovuto al raffronto con l’esercizio precedente, dove c’erano dei ricavi straordinari per la vendita della banca Notenstein e di altre partecipazioni. Quindi non deve preoccupare».

A sud delle Alpi più ipoteche

«A livelli di Federazione Ticino e Moesano - aggiunge - nel primo semestre abbiamo comunque registrato una crescita rispetto ai dati di fine 2018, sia sulla parte dei deposti della clientela, saliti del 2,1%, quindi più o meno al livello del resto della Svizzera, sia sul fronte dei crediti ipotecari, progrediti dell’1,84%. Si tratta di un aumento inferiore a quello del 2018, ma questo risponde ad una precisa strategia del gruppo, che mira a crescere in maniera più soft in questo ambito, con l’obiettivo di diminuire la dipendenza dai ricavi dalle operazioni da interesse. Abbiamo anche un rialzo del deposito titoli del 9%, che è importante perché dipende molto dall’andamento della Borsa. Per giunta l’apporto di fondi della clientela rimane molto soddisfacente, il che significa che godiamo ancora della fiducia dei clienti».

«A livello di utili - precisa - noi disponiamo di quello lordo, contrariamente a gruppo a livello nazionale, che rende noto quello netto. Il profitto lordo è sceso del 4%, a causa dell’erosione dei margini negli affari ipotecari e di un aumento dei costi, dovuto soprattutto al personale, visto che nei primi sei mesi nelle banche della Federazione il numero di collaboratori è aumentato di 19 unità. E questo, anche se va a pesare sui costi, è rallegrante, visto che significa che le banche Raiffeisen rappresentano sempre un datore di lavoro attrattivo, in un periodo storico in cui le banche tendono piuttosto a ridurre il personale. A fine giugno erano 621 persone, con una crescita del 3,1%».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Svizzera
  • 1