Stop agli interessi negativi delle banche centrali

Politica monetaria

È quanto auspica Kurt Schiltknecht, ex capo-economista della Banca nazionale svizzera

 Stop agli interessi negativi delle banche centrali
La sede della Banca nazionale svizzera a Berna. (Foto Archivio CdT)

Stop agli interessi negativi delle banche centrali

La sede della Banca nazionale svizzera a Berna. (Foto Archivio CdT)

Basta con gli interessi negativi: le banche centrali farebbero bene ad abbandonare una politica che non sta funzionando e che diventa sempre più controproducente, sostiene Kurt Schiltknecht, ex capo-economista della Banca nazionale svizzera (BNS).

«Sarebbe ora che le banche centrali lasciassero da parte i loro modelli fino a quando non torneranno ad esserci segnali di inflazione», afferma Schiltknecht in un contributo scritto per la Neue Zürcher Zeitung. La ultra-espansiva politica monetaria è stata motivata con il pericolo di una deflazione, ma negli ultimi anni non vi sono state indicazioni in tal senso.

Secondo l’esperto gli istituti dovrebbero abbassare il tasso direttore al massimo fino a zero. Un approccio diverso non è comprensibile, viste le conseguenze che gli interessi negativi hanno sulle assicurazioni sociali, sulla ripartizione di reddito e ricchezza, sui mercati finanziari, sul mercato immobiliare e sulla quota di indebitamento.

«Un ripensamento di questa politica sarebbe assolutamente necessario», scrive Schiltknecht. «Ma conoscendo la notoria testardaggine delle banche centrali ci vorrà ancora del tempo prima che capiscano che si trovano sulla strada sbagliata».

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