Tutto quello che non sai sul Forum di Davos

Verso il WEF

Numeri, protagonisti, aneddoti e curiosità sul vertice economico mondiale che si apre domani nei Grigioni

Tutto quello che non sai sul Forum di Davos
A sinistra: il centro congressuale che accoglierà da domani la 49. edizione del WEF di Davos. (foto Keystone)

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A sinistra: il centro congressuale che accoglierà da domani la 49. edizione del WEF di Davos. (foto Keystone)

Il motto Il World Economic Forum del 22-25 gennaio si apre con il motto «Globalizzazione 4.0: un’archittetura globale nell’era della quarta rivoluzione industriale».

I partecipanti Oltre 3.000 persone provenienti da 115 Paesi prenderanno parte alla 49. edizione del WEF.

I giornalisti Sul posto sono presenti anche circa 500 giornalisti nazionali e internazionali. Sono attese anche 16.000 persone che hanno a che fare con lo svolgimento del Forum.

La prima edizione La prima edizione del 1971 era durata 14 giorni e aveva attirato 450 partecipanti.

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La sede Il WEF si tiene a Davos (nella foto Keystone), che, coi suoi 1.560 metri di altitudine, è la cittadina più alta d’Europa.

Il nome Il WEF si chiama così solo dal 1987. Prima era denominata «European Symposium Forum», una fondazione non-profit basata a Ginevra. La visione iniziale del fondatore Klaus Schwab era quella di vedere come le aziende europee avrebbero potuto innovare le proprie pratiche di management sulla falsariga di quelle americane.

L’ospite d’onore L’ospite d’onore di questa edizione... manca. La lista dei partecipanti brilla infatti per le assenze di Donald Trump, Emmanuel Macron, Theresa May e Vladimir Putin. Se non altro, nessuno ha da temere che qualcuno gli rubi il palcoscenico; meglio avere meno show personali e più concentrazione sui contenuti, commentano in tanti.

L’acconto Nonostante la disdetta a pochi giorni dall’inizio da parte della delegazione americana, il Governo USA aveva già versato a Davos 3,45 milioni di franchi come acconto dei vari pernottamenti.

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I consiglieri federali Il Governo elvetico sarà rappresentato da quattro consiglieri federali: Ueli Mauer (nella foto Keystone), presidente in carica della Confederazione nonchè capo del Dipartimento federale delle finanze; il ministro degli Esteri ticinese Ignazio Cassis; il ministro degli Interni Alain Berset e il ministro dell’Economia Guy Parmelin.

L’apertura Domani Ueli Mauer terrà il tradizionale discorso di apertura.

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I leader politici Tra i leader politici presenti a livello mondiale segnaliamo: Shinzo Abe, primo ministro del Giappone; Jair Bolsonaro, presidente del Brasile (nella foto AP); Wang Qishan, vice presidente della Repubblica popolare cinese; Giuseppe Conte, primo ministro italiano e Pedro Sanchez, primo ministro spagnolo.

Angela Merkel Ci sarà anche Angela Merkel: per la cancelliera tedesca si tratta già della 9. Edizione.

Il settore privato Oltre alla partecipazione record del settore pubblico, parteciperanno 1.700 leader del settore privato e 900 leader della società civile.

I giovani Anche le giovani generazioni sono ben rappresentate, con 50 membri del forum Global Shaper Community (tra i 20 e i 30 anni) e 100 Young Global Leaders (sotto i 40 anni).

Le donne La presenza femminile si conferma invece in netta minoranza (22%).

Le spese Il dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport calcola spese supplementari per la sicurezza durante l’incontro annuale di circa 9 milioni di franchi. Il WEF e i Cantoni Grigioni sborsano a testa 2,25 milioni, il comune di Davos 1,125 milioni, e la Confederazione 3,375 milioni.

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I soldati Le Camere federali hanno approvato un impiego sussidiario di al massimo 5.000 militi dell‘esercito.

Il comandante Il comandante della polizia grigionese a capo della sicurezza al WEF è Walter Schlegel.

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Le manifestazioni Manifestare non è vietato. «Anche nel 2019 le autorità grigionesi sono in linea di massima disposte ad autorizzare una manifestazione, purché sia garantito il rispetto delle condizioni imposte per la tutela delle persone, delle infrastrutture e degli edifici». Giovedì 24 gennaio a scendere per le strade sarà la Gioventù socialista (Juso).

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I collaboratori Il WEF impiega attualmente oltre 600 collaboratori.

Le sessioni Oltre 350 sessioni e gruppi di lavoro sono in agenda durante i quattro giorni del Forum, circa la metà di essi saranno sul webcast.

La meditazione Per aiutare i partecipanti a riflettere meglio sui problemi del mondo, anche quest’anno gli organizzatori propongono una sessione mattutina di meditazione della durata di mezz’ora.

L’anno di New York Solo una volta nella sua storia il WEF non si è tenuto al Davos. Nel 2002 l’onore fu ceduto a New York, in segno di solidarietà dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2001.

Le limousine Diversi servizi di limousine sono attivi durante il WEF. Il trasferimento dall’aeroporto di Zurigo a Davos costa tra i 1.200 e i 1.400 franchi. Il noleggio 24/7 durante il WEF invece si aggira tra gli 8.500 e i 10.500 franchi, a seconda del veicolo.

Il Crystal Award Quest’anno il Crystal Award andrà alla musicista Marin Alsop, alla regista Haifaa Al-Mansour e al naturalista Sir David Attenborough per “il loro impegno nel generare cambiamenti positivi. Il divulgatore scientifico e naturalista Sir David Attenborough verrà intervistato dal Principe William, duca di Cambridge. Sir David Attenborough è anche il partecipante più anziano (92 anni). La più giovane è Skye Meaker (16 anni), fotografa naturalista sudafricana.

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Klaus Schwab Tre dei quattro nonni del fondatore del WEF Klaus Schwab (nella foto Keystone) erano svizzeri. Nato a Ravensburg nel 1938, vive in Svizzera da 50 anni ma non ha mai preso il passaporto elvetico. Schwab è oggi l’Executive Chairman, mentre il ruolo di presidente del WEF è passato due anni fa all’ex ministro degli esteri norvegese Borge Brende.

La più cara della Svizzera Durante il Forum, Davos diventa la città in assoluto più cara della Svizzera. L’appartamento meno costoso su AirBnB (un 2,5 locali) la settimana prima del WEF costava 999 franchi a notte. Il più caro (6 posti letto) 7.365 franchi. A notte.

Solo su invito Se, nonostante i costi proibitivi decidete all’ultimo minuto di partecipare all’Annual Meeting, non vi sarà comunque possibile. Al WEF si può entrare solo su invito. Il biglietto di ingresso è comunque molto caro, a meno di non appartenere alla comunità economica (capi di stato, leader della società civile, artisti, accademici). Solo la membership annuale costa tra i 60.000 e i 600.000 franchi a seconda del livello di partnership. La membership o partnership in ogni caso non include il prezzo del biglietto di ingresso per persona (dai 16.000 ai 28.000 franchi circa).

In palio 5 ingressi al giorno Da quest’anno, per la prima volta il comune di Davos in collaborazione con gli organizzatori del WEF ha messo in palio cinque ingressi giornalieri (uno per categoria di età) per i residenti di Davos, validi per venerdì 25 gennaio.

Il peso sui social Il WEF pesa milioni anche sui social: 7 milioni di follower su Facebook, 3,3 milioni di follower su Twitter e 1,1 milioni di follower su Instagram. Sui social l’Hashtag Davos è sinonimo di WEF. Cent’anni fa sarebbe stato associato alla tubercolosi, perché spesso i pazienti venivano mandati a curarsi nella località grigionese. La prima casa di cura della Svizzera venne fondata nel 1868 da Alexander Spengler.

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La neve e il traffico Lo scorso anno la neve ha provocato il collasso del traffico cittadino durante la settimana del WEF. Per evitare ciò, quest’anno per la prima volta ci sarà un treno navetta tra Davos Platz e Davos Dorf. Per disincentivare le limousine, i trasporti pubblici sono gratis.

I voli a Zurigo L’aeroporto di Zurigo prevede invece tra gli 800 e i 1000 partenze/decolli durante il WEF. Molti poi raggiungono la città grigionese in elicottero.

La casa Russia Attorno al Centro congressi c’è sempre più l’usanza per le grosse aziende e per i Paesi di installare un proprio Pavillon. Rinomata è la casa di Russia a pochi passi dal Centro Congressi. L’Ucraina ha affittato un negozio di scarpe. Chi passeggia sulla Promenade troverà tra gli altri un pavillon del Credit Suisse e un Microsoft Cafè.

E quella svizzera La Svizzera quest’anno inaugurerà la House of Switzerland. Il pavillon esprime il desiderio dei consiglieri federali, di sfruttare maggiormente il WEF come piattaforma di scambi.

Le discussioni ufficiose Molti dei 3.000 partecipanti non si mostrano alle discussioni ufficiali del WEF. Arrivano a Davos con una agenda fitta di incontri bilaterali con uomini d’affari, politici, leader delle organizzazioni internazionali nei corridoi del WEF o negli angoli delle hall degli alberghi. Un modo pratico per risolvere durante un’unica settimana a inizio anno questioni delicate che richiederebbero altrimenti diversi viaggi in aereo. Per chi vuole comunque seguire lo sviluppo delle discussioni ufficiali, circa la metà dei panel sono visibili online (https://wef.ch/am19)

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