«Un accordo con l’UE è vitale»

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L’appello dell’associazione delle banche private svizzere, che chiede il raggiungimento di un’intesa con Bruxelles per migliorare l’accesso al mercato europeo

«Un accordo con l’UE è vitale»
(Foto Putzu)

«Un accordo con l’UE è vitale»

(Foto Putzu)

BERNA - La Svizzera deve prendersi cura delle sue relazioni con l’Unione europea, in particolare per migliorare l’accesso al mercato unico per le banche private e di investimento. Parola dell’Associazione delle banche private svizzere (ABPS), secondo cui la conclusione di un accordo istituzionale con Bruxelles resta prioritario per questo settore.

«Senza un accordo, le relazioni con l’Unione europea continueranno a deteriorarsi», ha affermato oggi Yves Mirabaud, presidente dell’ABPS, durante la conferenza stampa annuale tenutasi assieme all’Associazione delle banche svizzere di gestione patrimoniale e istituzionale (ABG).

L’accesso dei gestori patrimoniali svizzeri al mercato europeo è attualmente molto limitato, soprattutto per motivi protezionistici, hanno affermato all’unisono le due organizzazioni. Le banche svizzere quindi svantaggiate rispetto ai loro concorrenti esteri.

Il rischio, in caso di impasse istituzionale UE-Svizzera, è che gli istituti elvetici si trasferiscano oltre i confini nazionali, con ripercussioni negative sul gettito fiscale e sull’occupazione.

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