Argentina: al crollo del peso interviene la banca centrale

NEW YORK - Il peso argentino affonda e perde l'11% nei confronti del dollaro, scendendo ai nuovi minimi storici. Il crollo arriva dopo che il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha aperto alla possibilità di rivedere lo stanziamento dei fondi previsti nel piano di salvataggio da 50 miliardi di dollari.

La banca centrale argentina corre ai ripari per cercare di fermare questo crollo, alzando i tassi di interesse di 15 punti percentuali al 60%, i più alti al mondo. La decisione segue la richiesta del presidente argentino Mauricio Macri al Fondo monetario internazionale (Fmi) di accelerare il versamento dei 50 miliardi di dollari previsti dal piano di salvataggio del paese.

Poco prima dell'intervento della banca centrale, il governo Macri con il capo di gabinetto Marcos Pena aveva cercato di rassicurare i mercati: "Non ci troviamo di fronte a nessun fallimento economico. Questa è una trasformazione, non un fallimento. Durante la trasformazione possono esserci momenti più difficili e momenti in cui tutto sembra andare bene". Le sue parole non hanno però sortito alcun effetto.

Le tensioni in Argentina vanno ad aumentare le pressioni sui mercati emergenti. La lira turca è in calo di oltre il 5,5% sui timori per l'economia e i mercati finanziari. Il rand sudafricano perde il 2% e il peso messicano l'1%. Il peso argentino è la valuta con la peggior performance al mondo nel 2018, avendo già perso oltre il 50% nei confronti del dollaro dalla fine del 2017.

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