I progetti che aiutano a crescere

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A Lugano la seconda edizione del Project Management Forum organizzato dalla SUPSI - Le esperienze nello sport e nella cultura aiutano a sviluppare competenze trasversali

I progetti che aiutano a crescere
Lavorare per progetti richiede lo sviluppo di competenze tecniche, relazionali e di comunicazione.  (Foto Shutterstock)

I progetti che aiutano a crescere

Lavorare per progetti richiede lo sviluppo di competenze tecniche, relazionali e di comunicazione.  (Foto Shutterstock)

LUGANO - Pur se il mondo delle aziende, dei grandi eventi della cultura, dello spettacolo e dello sport possono apparire fra loro lontani, in realtà si trovano spesso accomunati da modalità gestionali simili, in cui un ruolo importante è svolto dal project management. Ciò significa lavorare per progetti ed applicare competenze «allargate», al di là del proprio ambito specifico. Il tema è stato oggetto del «Project Management Forum», la cui seconda edizione si svolge a Lugano, sull’arco di due giorni (ieri e oggi), organizzata dal Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. L’importanza di queste competenze trasversali è stata illustrata da Franco Gervasoni, direttore generale della Supsi, e da Antonio Bassi, docente presso lo stesso istituto, per i quali il travaso di know-how è fondamentale nel determinare la riuscita di progetti complessi. E queste «soft skill» risultano altrettanto determinanti nel favorire la competitività di un’impresa e di ogni altra entità, quale che sia la sua dimensione ed il suo campo operativo, ottimizzando tempi di realizzazione del progetto, costi e qualità.

I relatori hanno illustrato le qualità che oggi devono formare il bagaglio del project manager, figura sempre più richiesta: accanto alle competenze tecniche, gli si richiedono doti quale pensiero critico, creatività, capacità di lavorare in team e di affermare la sua leadership, di anticipare e gestire i cambiamenti, saper affrontare gli imprevisti, oltre a tenere sempre d’occhio gli aspetti economici e finanziari della sua attività. Non solo: oggi le imprese operano sovente e livello internazionale, per cui queste «soft skills» sono rese ancora più impegnative se applicate in contesti interculturali. E nell’affermazione di queste competenze relazionali e comunicazionali, un contributo importante viene da un maggiore coinvolgimento femminile in tutte le funzioni aziendali, ha affermato Stefano Modenini, direttore di AITI, sottolineando oggi il ruolo che il management innovativo assume anche nel gestire le situazioni di incertezza, le minacce e le opportunità che vengono dall’esterno.

Quanto alle somiglianze ed all’interscambio di competenze in settori diversi, Gervasoni ha ricordato il prossimo varo nel nuovo programma bachelor della Supsi in Leisure Management, rivolto alle attività sportive, culturali e dello spettacolo, che ha registrato un notevole successo, con 70 candidature a fronte dei 30 posti disponibili.

Project management e competenze integrate, arma vincente anche per Christian Vitta, responsabile del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DEF), accanto alle altre iniziative pubbliche e private volte a sviluppare la cultura dell’imprenditorialità e dell’innovazione, fra cui l’adesione ticinese alla Greater Zurich Area e le molte esperienza di sinergia fra realtà aziendali ed accademiche. Scelte indispensabili poiché, ha rilevato Vitta «il mondo evolve rapidamente e non ci regala nulla». Dell’iniziativa Lugano Living Lab e dei problemi che l’e-commerce pone al settore della distribuzione ha trattato nel suo intervento Marco Borradori, sindaco di Lugano, che ha invocato risposte razionali più che emotività, pur riconoscendo le difficoltà che la gestione del cambiamento comporta. Borradori ha citato quale caso di project management non fra i più semplici che il Municipio si trova ad affrontare quello del nuovo quartiere di Cornaredo e del relativo polo sportivo e per grandi eventi.

La seconda parte dei lavori ha visto confronti fra il mondo aziendale e quello dello sport. Per Roberto Schneider, ex sportivo e presidente del comitato SlowUp Ticino, i punti che caratterizzano la gestione di un “grande evento” sono tra l’altro la sua unicità, senza prove e simulazioni preliminari, l’attenzione che va rivolta ai possibili imprevisti sempre dietro l’angolo nonché l’uso di risorse umane molto eterogenee e remunerate in modi svariati. Il tema è stato affrontato anche da Andrea Trabuio, responsabile 2mass events2 di RCS Sport, organizzatrice fra l’altro del Giro d’Italia, della Maratona di Milano e di quella di Abu Dhabi. Per Trabuio i fattori di successo di un progetto del genere risiedono in una «visione» che lo renda unico rispetto ai concorrenti, in un’attenta progettazione, anche finanziaria, nelle competenze di team professionali e motivati.

A margine del Forum ha avuto luogo l’assemblea costitutiva dell’Associazione Project Management Ticino, il cui scopo sarà lo sviluppo delle relative conoscenze attraverso eventi, iniziative di formazione e webinar. L’assemblea ha proceduto alla nomina del Comitato direttivo presideduto da Antonio Bassi.

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