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La Belloli si aggiudica il Premio SVC

La medaglia d’argento è stata assegnata alla Polydentia di Mezzovico - Al terzo posto la Agroval di Airolo - LE FOTO

 La Belloli si aggiudica il Premio SVC
Da sinistra Andrea Laus (LifeLike), Ari Lombardi (Agroval), Claudia Schaffner Paffi (Polydentia), Alberto Belloli, dell’azienda vincitrice Belloli, Christian Bassi (Orticola Bassi) e Martino Piccioli (Plastifil). (Foto Zocchetti)

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Da sinistra Andrea Laus (LifeLike), Ari Lombardi (Agroval), Claudia Schaffner Paffi (Polydentia), Alberto Belloli, dell’azienda vincitrice Belloli, Christian Bassi (Orticola Bassi) e Martino Piccioli (Plastifil). (Foto Zocchetti)

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LUGANO - Il premio Swiss Venture Club (SVC) 2019 per la Svizzera italiana va alla Belloli di Grono, comproprietario Alberto Belloli, che opera a livello internazionale nel settore dei prodotti e servizi per opere sotteranee, nella lavorazione di veicoli corazzati, produzione e commercio di strutture metalliche, macchinari ed impianti. Al secondo posto si è qualificata la Polydentia di Mezzovico, con la CEO Claudia Schaffner Paffi, che sviluppa, produce e commercializza a livello mondiale strumenti per i professionisti del settore dentale, ed al terzo la Agroval di Airolo, con il CEO Ari Lombardi, impegnata nella produzione e commercializzazione di latticini, in particolare formaggi di montagna e yogurt, esportati anche in Russia e proposti sui voli Swissair.

Le altre tre aziende entrate nella rosa delle finaliste sono la Lifelike di Chiasso, che sviluppa prodotti di simulazione didattica particolarmente rivolti allo sviluppo delle capacità di comunicazione e di leadership, la Orticola Bassi di Sant’Antonino, la quale produce ortaggi, salsa di pomodoro, oltre ad essere attiva nell’ambito del biogas e nella gestione degli scarti gastronomici; infine la Plastifil S.A. di Mendrisio, che progetta e realizza prodotti e componenti di precisione in acciaio inox per il settore tecnico-industriale, alimentare e medicale.

Il primo classificato si aggiudica la partecipazione ad un viaggio imprenditoriale con destinazione Asia, offerto da Credit Suisse ed un buono per una formazione presso la SUPSI. Al secondo classificato Ernst & Young (EY) offre la partecipazione ad un viaggio di studio oppure all’Entrepreneur of the Year Congress che si tiene a Palm Springs (California). Il terzo premio consiste in un buono per un evento di team offerto da Swisscom. Alle altre tre aziende finaliste va il premio speciale de La Mobiliare, consistente nella partecipazione ad un workshop creativo presso il castello di Thun.

Le sei aziende finaliste del Premio SVC Svizzera italiana, giunto alla sua ottava edizione, sono il risultato di un lungo processo di selezione, che ha luogo in ciascuna delle sette regioni in cui il Paese è stato suddiviso, come ha ricordato Andreas Gerber, presidente di SCV Svizzera, intervenuto alla manifestazione luganese. Le decine di imprese inizialmente segnalate, dopo un’analisi preliminare, sottostanno alle interviste della giuria con i loro rappresentanti e vengono poi visitate, con una valutazione rigorosa che porta infine alla classifica definitiva.

La giuria del premio 2019 è stata presieduta da Marzio Grassi, responsabile di Credit Suisse per la Regione Ticino e ne hanno fatto parte Alessandra Alberti, direttrice della Chocolat Stella di Giubiasco, Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio del canton Ticino, Stefano Caccia, responsabile regionale di EY, Carlo Secchi di Swisscom, Beatrice Fasana, managing director della Sandro Vanini S.A., Daniele Lotti, presidente della direzione della Società elettrica sopracenerina, Michele Masdonati, agente generale de La Mobiliare, Giambattista Ravano, direttore ricerca ed innovazione della SUPSI, Stefano Rizzi, direttore della divisione economia del DFE, e Lino Terlizzi, editorialista del Corriere del Ticino e corrispondente de Il Sole 24 Ore.

Nel corso della serata si sono succeduti molti interventi, aperti da quello di Andreas Gerber, che ha tracciato le linee dell’azione di SVC a livello nazionale: più spazio per donne e giovani anche nelle piccole e medie imprese innovative, più sinergie fra mondo delle aziende, istituzioni economiche e mondo politico; fissazione di limiti alle regolamentazioni eccessive e particolare attenzione per il tema dei passaggi generazionali. Non poteva mancare un accenno al tema della digitalizzazione con le sue sfide e le sue opportunità. Per Gerber anche le piccole e medie aziende devono aprirsi sempre più al suo impiego e vincere le remore nei confronti del cambiamento. Del resto proprio fra le aziende finaliste sono stati illustrati esempi di tecnologie sofisticate applicate, ad esempio, al settore primario dell’agricoltura e della produzione alimentare.

Prendendo spunto dalle realtà imprenditoriali che hanno partecipato al premio, Gerber ha sottolineato la gamma particolarmente ampia delle attività svolte, e la loro forte proiezione anche a livello internazionale. Un tema ripreso anche da Christian Vitta, responsabile del DFE, per il quale questa diversificazione spiccata, coniugata con l’elevata propensione all’innovazione ed al dinamismo tipico delle piccole e medie aziende (e di quelle familiari in particolare), costituisce la principale via di sviluppo dell’economia cantonale. Anche Marco Borradori, sindaco di Lugano, nel suo saluto ha sostenuto come queste manifestazioni di eccellenza, di applicazioni di tecnologie sofisticate ai settori più svariati e di successo a livello globale, costituiscano la migliore risposta a quel clima di negatività che si manifesta da più parti. Una visione offuscata tuttavia, secondo Filippo Lombardi, consigliere agli Stati, da una percezione impregnata di luoghi comuni che spesso gli osservatori d’Oltralpe hanno nei confronti del Ticino, creativo e dinamico sì ma forse meno strutturato, e soprattutto dal fatto che i centri direzionali, sempre più spesso, migrano altrove.

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