“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

Così il vicepresidente della BNS, Fritz Zurbrügg, ospite mercoledì sera a Lugano - "Quella dei bitcoin è come la bolla dei tulipani nell'Olanda del Seicento"

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

“Le criptovalute non sono una moneta ma un investimento”

LUGANO - Il vicepresidente della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Fritz Zurbrügg è stato ospite stasera dell'incontro organizzato dal World Trade Center di Lugano all'Hotel Splendid Royal. Zürbrugg è stato intervistato dall'editorialista del Corriere del Ticino e corrispondente per la Svizzera del Sole 24ore Lino Terlizzi davanti a un folto pubblico. Tra i vari temi, si è parlato di criptovalute: "Non sono monete" ha detto Zürbrugg, "non si tratta di una vera unità di valore a causa della loro volubilità, ma possono essere degli investimenti: un po' come quelli intrapresi nei bulbi di tulipani (la "bolla dei tulipani"  è stata una bolla speculativa sui prezzi dei bulbi dei fiori scoppiata nell'economia olandese del Seicento, forse la prima documentata nella storia del capitalismo, ndr.).

Il vicepresidente della BNS ha sottolineato poi "come la congiuntura in tutto il mondo oggi è sincronizzata, cosa che non era pensabile solo un anno fa". In passato, infatti, "si facevano delle  previsioni che dovevano poi essere corrette al ribasso, mentre oggi sono in positivo e c'è ottimismo". Terlizzi ha poi sollevato il problema delle statistiche aggregate, che danno un quadro positivo della situazione svizzera, mentre invece la percezione da parte di alcuni è più cauta e tende alla negatività. Per Zürbrugg, "una cifra aggregata positiva nasconde anche dei problemi ed è vero che vi sono ancora dei settori che soffrono per il franco forte. È il caso, ad esempio, del  commercio al dettaglio".

Per quanto riguarda le Banche centrali, Terlizzi ha chiesto quando finirà la politica ultra espansiva che esse stanno mettendo in atto. "Il rischio è che la normalizzazione non possa essere così graduale come si vorrebbe" ha replicato il vicepresidente della BNS, "perché l'inflazione riparte più di quanto si crede e questo potrebbe avere conseguenze per i mercati finanziari". Durante la serata allo Splendid di Lugano si è parlato anche dell'azione della BNS, che era quotata a 1000 franchi a metà 2016 mentre adesso vale 5600 franchi. Come si spiega questo boom? "È un grosso punto interrogativo anche per noi" ha detto, "non ci sono spiegazioni razionali". Infine, Zürbrugg ha annunciato la posizione contraria della BNS all'iniziativa "Moneta intera" in votazione il 10 giugno. 

Tutti i dettagli sull'edizione del Corriere del Ticino di domani, giovedì 1. febbraio, a pagina 22.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Ticino
  • 1
    Convegni

    La piazza bancaria ticinese cambia volto

    Al Lugano Banking Day festeggiati i 100 anni dell’ABT e toccati i temi più attuali e impegnativi per la piazza cantonale - Sottolineato il ruolo positivo giocato nel corso della pandemia, dato che gli istituti hanno affiancato la Confederazione nel sostenere le aziende

  • 2
  • 3
    piazza finanziaria

    UBS Lugano e Locarno: cent’anni in pieno slancio

    Nel 1920 in Ticino vennero aperte le prime due filiali della grande banca, oggi diventate 17 - Ora la sfida del coronavirus si aggiunge a trend strutturali come quelli della digitalizzazione e della finanza sostenibile

  • 4
    banche

    Caso BSI, la FINMA revede al ribasso la confisca

    Nell’ambito delle attività con il fondo sovrano della Malaysia 1MDB, l’indebitamento della Banca della Svizzera italiana è stato ridotto da 95 a 70 milioni di franchi - La reazione di EFG: «Nessun impatto sui risultati»

  • 5
  • 1