Travail.Suisse: «Stime migliori per il PIL? Scattino aumenti di salario»

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Alla luce del miglioramento delle stime sull’andamento economico in Svizzera la federazione sindacale chiede di evitare inutili licenziamenti e procedere a lievi aumenti di stipendio nei settori non toccati dalla crisi

Travail.Suisse: «Stime migliori per il PIL? Scattino aumenti di salario»
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Evitare inutili licenziamenti e procedere a lievi aumenti di stipendio nei settori non toccati della crisi: è quanto chiede la federazione sindacale Travail.Suisse, alla luce del miglioramento delle stime sull’andamento dell’economia svizzera proposto oggi dagli esperti della Confederazione.

La Segreteria di stato dell’economia (Seco) mostra che la congiuntura elvetica si sta riprendendo meglio del previsto, ricorda Travail.Suisse in un comunicato odierno. La contrazione attesa nel 2020 del prodotto interno lordo (Pil) è ora del 3,8%, la metà di quanto pronosticato alcuni mesi or sono. È vero che alla fine di settembre vi erano 50’000 disoccupati in più dell’anno scorso, ma il miglioramento delle previsioni dovrebbe portare a una stabilizzazione del mercato del lavoro, sostiene l’organismo sindacale.

«I datori di lavoro sono invitati ad astenersi da inutili licenziamenti, per non aggravare la crisi», afferma Gabriel Fischer, responsabile della politica economica di Travail.Suisse, citato nella nota.

Il miglioramento delle previsioni modifica anche la posizione di partenza per le trattative salariali. Sebbene i sindacati rinuncino deliberatamente ad avanzare richieste nei settori economicamente più colpiti (come l’industria alberghiera e della ristorazione) non considerano giustificato tenere gli stipendi dappertutto invariati.

Soprattutto le professioni di importanza sistemica hanno dimostrato la loro importanza nella crisi e gli occupati in questi rami hanno più che meritato un aumento, argomenta l’organizzazione. Ma anche nelle industrie meno colpite dalla crisi del Covid-19 sono possibili ritocchi dell’ordine dell’1% a favore dei dipendenti.

«Modesti aumenti salariali hanno un senso anche a livello economico: contribuiscono ad aumentare il potere d’acquisto, a sostenere i consumi e quindi a superare meglio e più velocemente la crisi», sottolinea Fischer.

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