UBS chiude una filiale su cinque

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Sono 44 su 240 le sedi che i vertici dell’istituto di credito intendono sopprimere - Lo scorso anno erano già state eliminate 28 unità

UBS chiude una filiale su cinque
©KEYSTONE/Gaetan Bally

UBS chiude una filiale su cinque

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(Aggiornato alle 14.46) UBS intende ridimensionare la propria rete di succursali elvetiche, chiudendone 44 su 240 con l’obiettivo di ridurre i costi. Lo ha confermato oggi alla «Neue Zürcher Zeitung» Axel Lehmann, responsabile per la Svizzera della grande banca.

A sparire saranno piccole filiali, ha aggiunto Lehmann nell’intervista concessa al quotidiano zurighese. L’anno scorso UBS aveva già soppresso 28 agenzie. Stando alla NZZ, le chiusure avverranno in tempi brevi e saranno ripartite su tutto il territorio.

Il manager ha spiegato tramite una similitudine perchè l’istituto abbia optato per tale provvedimento. Non è possibile continuare a mantenere un negozietto di paese se i clienti fanno acquisti online o preferiscono recarsi presso i supermercati, ha affermato Lehmann, che lascerà la sua carica a Sabine Keller-Busse da febbraio. Insomma, le abitudini dei consumatori si stanno spostando verso i servizi digitali e la pandemia non ha fatto altro che accelerare questo cambiamento.

La misura era nell’aria da tempo. Ieri, le testate di CH Media hanno riferito di come l’istituto fosse pronto a far scomparire quaranta filiali. Già a novembre invece, il sito web Inside Paradeplatz aveva parlato di una cinquantina di chiusure.

La scorsa estate un provvedimento simile è stato annunciato anche da Credit Suisse. Il numero due bancario svizzero è intenzionato a ridurre da 146 a 109 le proprie succursali nella Confederazione.

Decisione «incomprensibile»

Nell’ambito dell’adattamento della sua rete, UBS vuole concentrarsi maggiormente sui suoi siti più grandi. Nella misura del possibile e d’intesa con i rappresentanti del personale, UBS prevede di trasferire i dipendenti interessati in altre filiali o in altri settori di attività.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Criticando la decisione di UBS, l’Associazione svizzera degli impiegati di banca (ASIB) la giudica «irragionevole» visto il contesto attuale della pandemia di Covid-19 e di un eventuale giro di vite delle misure di lotta da parte del Consiglio federale. Ciò provocherà una grande incertezza, anzitutto per i dipendenti, ma anche per la piazza finanziaria e avrà conseguenze sull’insieme dell’economia, scrive l’ASIB in una nota odierna, nella quale chiede all’istituto bancario di sospendere la decisione.

L’ASIB osserva che il numero uno bancario elvetico ha «guadagnato molto durante e a causa della pandemia, non solo grazie alla concessione di prestiti, ma anche grazie alla garanzia statale accordata a numerose PMI», di cui UBS beneficia indirettamente. Il fenomeno dovrebbe riflettersi sui risultati del quarto trimestre 2020 «sotto forma di un utile supplementare, il che rende la decisione di chiudere le filiali ancor più incomprensibile e testimonia una mancanza di solidarietà e di responsabilità sociale».

Densità elevata

In generale la densità della rete bancaria, che rimane forte in Svizzera, si riduce da diversi anni a questa parte. Stando alle statistiche della Banca nazionale svizzera (BNS), il numero di succursali è diminuito del 18% tra il 2009 e il 2019, a 2’448. Soltanto le due grandi banche elvetiche ne hanno chiuse non meno di 80 nell’arco di un decennio.

L’anno scorso, la Svizzera contava 39 agenzie bancarie per 100’000 abitanti, secondo la BNS. A titolo di paragone, nell’UE si hanno 23,5 agenzie per 100’000 abitanti.

Se taluni istituti razionalizzano la loro rete sul territorio, altri proseguono lo sviluppo delle loro filiali. Un anno fa il gruppo Valiant, attualmente presente in 97 località svizzere e tredici cantoni, si è fissato quale obiettivo di aprire 14 nuove succursali. Con 71 filiali, anche la Banca Migros si trova in una fase di espansione. Con 847 «agenzie bancarie» il gruppo Raiffeisen può vantare la rete più densa in Svizzera.

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