Lo sguardo

A che età lasciare la casa
di mamma e papà?

A che età lasciare la casa <br />di mamma e papà?
Uscire o restare? Un dilemma che va considerato sotto diversi punti di vista

A che età lasciare la casa
di mamma e papà?

Uscire o restare? Un dilemma che va considerato sotto diversi punti di vista

Poco più di un anno fa, negli Usa, Mark e Christina Rotondo hanno portato in tribunale il figlio Michael, trentenne e disoccupato, per sfrattarlo dalla loro casa. Per i genitori americani, il fatto che il giovane vivesse ancora con loro, da otto anni senza contribuire a pagare l’affitto, era diventato un incubo. Nel contesto della società americana, la lunga permanenza di Michael a casa può in effetti risultare ‘disturbante’, ma quando si guardano le statistiche di altri paesi, il giovane Rotondo è in buona compagnia.

In Svizzera, in media, si lascia l’abitazione di mamma e papà attorno ai 24/25 anni; in Ticino, però, l’età ‘dell’indipendenza’ arriva spesso più tardi. In Europa, spetta ai giovani dei paesi scandinavi, che lasciano casa poco più che ventenni, il primato di andare a vivere da soli. Nei paesi del sud e dell’est dell’Ue, invece, non è così strano uscire di casa quando di anni se ne hanno quasi 30. Anche se, in generale, le giovani donne tendono a lasciare i genitori prima dei coetanei. Ragazzi mammoni, dunque, non è solo un detto...

Nel mondo arabo è comune per i ragazzi e le ragazze vivere con i genitori fino al matrimonio. E in Cina è ‘normale’ che varie generazioni convivano sotto lo stesso tetto, anche se uno studio della banca HSBC condotto nel 2017 ha trovato che il 70% dei millennials in Cina erano proprietari di casa - negli Stati Uniti ‘solo’ il 31% degli adulti dai 18 ai 36 anni ha detto di possedere un immobile. Però a Hong Kong, una delle città più costose del mondo, il 76% degli adulti dai 18 ai 35 anni vive ancora con i genitori.

Substrato culturale e poi la mancanza di posti di lavoro ben retribuiti, il costo della vita e l’età in cui si finiscono gli studi universitari: sono tra i fattori che possono spiegare la ritardata uscita di casa dei giovani, oggi. A ciò va aggiunto il fatto che ultimamente i genitori sono diventati più attenti ai figli e maggiormente coinvolti nella loro vita, al punto che si legge sempre più spesso della sindrome del nido vuoto. Non si tratta di una diagnosi clinica ufficiale, ma è un problema molto reale, quello dei genitori che sperimentano un vuoto profondo nella loro vita e spesso si sentono smarriti quando i figli escono di casa.

Uscire o restare? A diventare indipendenti troppo velocemente si corre il rischio di rimanere in una sorta di fase proto-adulto per lungo tempo, impreparati, sia personalmente che finanziariamente, ad affrontare ‘il mondo’. Restare a casa con mamma e papà, però, ha costi che non si possono ignorare. E ci si può domandare se non sia giusto che genitori siano liberi di chiedere un contributo economico ai figli in casa. Per chi parte e per chi resta, una cosa rimane importante: sapere di poter contare sulla propria famiglia, anche se non se ne avrà mai bisogno.

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