L’itineriario

Alla scoperta di Orsino,
Orsirora e Valletta

Alla scoperta di Orsino, <br />Orsirora e Valletta
Il bel lago d’Orsino (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino,
Orsirora e Valletta

Il bel lago d’Orsino (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino, <br />Orsirora e Valletta
Il bel lago d’Orsino (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino,
Orsirora e Valletta

Il bel lago d’Orsino (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino, <br />Orsirora e Valletta
Il lago grande di Orsirora (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino,
Orsirora e Valletta

Il lago grande di Orsirora (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino, <br />Orsirora e Valletta
Il lago d’Orsino piccolo (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino,
Orsirora e Valletta

Il lago d’Orsino piccolo (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino, <br />Orsirora e Valletta
Le belle rive erbose del lago Valletta (©Ely Riva)

Alla scoperta di Orsino,
Orsirora e Valletta

Le belle rive erbose del lago Valletta (©Ely Riva)

«Giace in solitaria valle, tra il Monte Fibbia e il Lucendro. (...) Ha 700 metri incirca di lunghezza, e va soggetto come gli altri laghi alpini, a forte congelamento per più mesi. È come uno specchio nella neve, e fa contrasto colle grigie rupi e la bianca vetta del Monte Lucendro. Talvolta le acque sono solcate da stuoli di anitre selvatiche; ma noi, non vedemmo altro che un merlo acquaiolo scorrere velocemente come una freccia e sparire». (Luigi Lavizzari il 10 agosto del 1850).

Il lago di Lucendro, uno specchio per il blu del cielo (©Ely Riva)
Il lago di Lucendro, uno specchio per il blu del cielo (©Ely Riva)

Tutte le montagne che circondano il valico del Passo del San Gottardo, a prima vista appaiono come difficili, alte, severe e imponenti, ma camminando, in pochi minuti si entra in un mondo che solo gli innamorati del silenzio sanno veramente apprezzare. Dopo pochi passi si è lontani da quel vociferare e da quel via vai frenetico e meccanico di gente che passa, respira e se ne va! E si entra nel mondo dei laghi Orsino, Orsirora e Valletta, adagiati tra prati, pascoli e dolci colline che mutano colore di giorno in giorno.

Passo del San Gottardo con a sinistra la diga del Lucendro (©Ely Riva)
Passo del San Gottardo con a sinistra la diga del Lucendro (©Ely Riva)

I laghetti alpini sono vanitosi e sanno pavoneggiarsi! Alcuni sono minuscoli, stagni destinati a scomparire nell’arco di una stagione, come occhi che si chiudono per lasciarsi sopraffare dallo spettacolo che la natura si appresta a mettere in scena. Dalla straordinaria fioritura delle Soldanelle - appena si sciolgono le nevi - si passa ai colori della Sassifraga e degli Anemoni, fiori della prima estate, fino a certi Ranuncoli che resistono ancora quando i primi fiocchi di neve riappaiono nel cielo.

Il lago dell’Alpe Rodont visto dal sentiero per Orsino (©Ely Riva)
Il lago dell’Alpe Rodont visto dal sentiero per Orsino (©Ely Riva)

Quando il vento fischia e il tuono fa sentire la sua voce e tutti fuggono dal Passo del San Gottardo, lassù si ha la sensazione di trovarsi tra laghetti speciali in un ambiente dolce, tranquillo e nel medesimo tempo estremamente selvaggio, dove sono di casa i falchetti e le aquile.
In questa escursione si possono ammirare in un solo giorno ben sette laghi, senza troppa fatica, una vera passeggiata per famiglie per ammirare “gli occhi delle montagne”, dove anche i ragazzi si sentono sicuri.

I laghi Valletta e Orsinora (©Ely Riva)
I laghi Valletta e Orsinora (©Ely Riva)

Appena superata la diga del Lucendro seguendo la strada, alla quota 2160 m circa del Mottolone, un sentiero segnalato in bianco e rosso si stacca dalla strada e scende in direzione nord (a destra) e si dirige verso la Cascina di Giacobi (2157 m). Lungo questo tratto di sentiero si gode un panorama interessante sul Lago di Rodont e sul torrente Reuss che va a finire la sua corsa nel grande Lago dei Quattro Cantoni. E sotto un grande masso che si vede bene dal sentiero, vicino all’Alpe di Rodont, a circa 2000 m di quota, sono state rinvenute tracce di focolari lasciate dai cacciatori preistorici vissuti nel Mesolitico, ben 10.000 anni fa! Questo dimostra l’impressionante antichità del valico del San Gottardo.

Il grande lago della Diga del Lucendro (©Ely Riva)
Il grande lago della Diga del Lucendro (©Ely Riva)

La nostra passeggiata continua. Poco dopo la Cascina di Giacobi il sentiero si biforca: a destra si sale al Lago Piccolo d’Orsino (2388 m), mentre a sinistra si va a costeggiare il Lago grande d’Orsino (2284 m).

Il lago di Orsino visto dalla mulattiera (©Ely Riva)
Il lago di Orsino visto dalla mulattiera (©Ely Riva)

Il primo lago d’Orsirora (2324 m) lo si vede solo dall’alto ma così si può ammirare meglio la sua forma simile ad una seppia in fuga e la palude attraversata da diversi piccoli riali che alimentano il bel lago. Poco dopo si costeggia in parte il grande lago d’Orsirora (2442 m) che visto dall’alto sembra un cuore e si sale al punto più alto dell’escursione, al lago piccolo della Valletta (2468 m).

Il lago della Valletta con dietro il Pizzo d’Orsirora (©Ely Riva)
Il lago della Valletta con dietro il Pizzo d’Orsirora (©Ely Riva)

Chi si sente in forma e desidera ulteriori emozioni con soli 150 metri di dislivello può raggiungere la vetta del Pizzo d’Orsirora (2603 m) ed avere così la possibilità di vedere contemporaneamente i Laghetti d’Orsirora, quelli della Valletta e in lontananza i numerosi laghi del Passo del San Gottardo. Le acque di tutti questi laghetti si gettano nella Reuss e quindi nel Reno e vanno a finire nel Mare del Nord. Il rientro si può fare ritornando sui propri passi e rivedendo i medesimi laghetti che cambiano aspetto ad ogni ora del giorno o scendendo al Lago Lucendro per rientrare al posteggio.

L’itinerario

Dal posteggio della Diga di Lucendro (2080 m) che si raggiunge dalla strada del San Gottardo, si segue la stradina asfalta che sale a risvolti sopra il Mottolone dove si lascia la strada e si segue il sentiero sulla destra ben segnalato e marcato che conduce al Lago d’Orsino (2286 m) passando dalla Cascina di Giacobi (2157 m).
Da qui si continua verso sud-ovest, dove si trovano i due Laghi d’Orsirora (2324 m e 2442 m) e i Laghi della Valletta (2468 m e 2432 m). Inizia poi la discesa per tornare al Lago di Lucendro (2177 m) e al posteggio.

Dislivello 400 m
Tempo 3h e 30’

Una delle tante paludi che erano un laghetto (©Ely Riva)
Una delle tante paludi che erano un laghetto (©Ely Riva)
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