I benefici

Bambini
e acquaticità

Bambini <br />e acquaticità
Il contatto con l’acqua calda nelle piscine durante il corso di acquaticità apporta veri benefici fisici e psicologici.

Bambini
e acquaticità

Il contatto con l’acqua calda nelle piscine durante il corso di acquaticità apporta veri benefici fisici e psicologici.

Offre al genitore una straordinaria esperienza di gioco, piacere e intimità con il proprio bambino e a quest’ultimo serve per una crescita armonica sotto tutti gli aspetti della sua personalità, motoria, cognitiva e affettiva-sociale. Stiamo parlando di acquaticità, un’attività sempre più richiesta da mamma e papà e che si potrebbe definire come quell’attitudine allo «scivolamento» in acqua che porta il bambino ad acquisire sicurezza fino a sentire l’acqua come l’ambiente naturale – spiega Mara Galzignato, esperta di acquaticità, brevetto G+S Swiss Swimming, giudice Arbitro Nuoto e anche mamma: «Da genitore – ricorda Galzignato – posso solo dire che i miei bambini hanno appreso la magia dell’acqua fin da neonati ed ora, che sono nuotatori agonisti, sognano le olimpiadi!»

Il contatto con l’acqua calda nelle piscine durante il corso di acquaticità, precisa l’esperta, apporta veri benefici fisici e psicologici. Rilassa i piccoli ed aiuta ad equilibrare il ritmo naturale del sonno; permette loro di muoversi senza cadere, offrendo uno stimolo ad uno sviluppo psicomotorio dolce, e arricchisce gli schemi di postura dei piccoli, «come l’acquisizione di forme diverse di spostamento, un controllo respiratorio adattato alle nuove esigenze, libertà di movimento e allargamento esplorativo». Inoltre, i corsi di acquaticità offrono «un percorso di crescita che aiuta il rafforzamento della relazione tra genitore e bebè, consentendo la condivisione di stati emotivi e favorendo il superamento di problematiche comuni che servono a mantenere una condizione generale di benessere ed armonia» precisa Galzignato.

In pratica, questi corsi si svolgono in gruppo e si basano su progressioni didattiche per fasce d’età (dai 3 mesi ai 3 anni) che includono prese a corpo libero, supporti di galleggiamento, tuffi e immersioni svolti con la presenza di un insegnante che ha il compito di «favorire l’ambientamento, la sperimentazione delle prese e l’utilizzo di accessori di supporto per l’equilibrio in acqua» ma anche «sostenere e supportare la relazione genitore e bambino in acqua per poi agevolare il distacco dal genitore fissando piccoli traguardi che portano all’indipendenza», spiega Galzignato, che aggiunge un altro aspetto importante: la fiducia che si deve riporre nell’istruttore, al quale delegare lo svolgimento di quelle proposte didattiche (come ad esempio l’immersione) che i genitori non si sentono sicuri di svolgere da sé. In questo modo si evita di trasmettere al bambino paure e ansie, rendendo invece il contatto con l’acqua un’esperienza speciale.

Mara Galzignato, esperta di acquaticità con brevetto G+S Swiss Swimming e giudice Arbitro Nuoto
Mara Galzignato, esperta di acquaticità con brevetto G+S Swiss Swimming e giudice Arbitro Nuoto
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