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Bambini e coronavirus:
come trattare il tema

Bambini e coronavirus: <br />come trattare il tema
Sensibilità e sincerità sono le parole chiave: i più piccoli vanno ascoltati e tranquillizzati. Attenzione al linguaggio

Bambini e coronavirus:
come trattare il tema

Sensibilità e sincerità sono le parole chiave: i più piccoli vanno ascoltati e tranquillizzati. Attenzione al linguaggio

Da due mesi a questa parte l’emergenza coronavirus è il principale argomento trattato dai media, nonché l’oggetto delle discussioni in famiglia. La quantità di informazioni può disorientare e causare confusione e preoccupazione: un meccanismo difficile da gestire per gli adulti e – a maggior ragione – per i bambini.

Diventa così fondamentale diventare per i più piccoli un “filtro” e affrontare con loro la questione: senza generare ulteriore paura, ma allo stesso tempo con chiarezza e sincerità.

Per i genitori i consigli utili arrivano da più parti: psicologi e pedagoghi su tutti. E a loro si è affidato anche l’Unicef, che ha stilato una lista di passaggi attraverso i quali parlare ai bambini del Covid-19. A partire da una consapevolezza: non è detto che i bambini non sappiano. Parlare con loro significa anche ascoltare cosa hanno da dire: sul virus, sulle preoccupazioni, su quello che sta accadendo nel mondo. È importante farlo in un contesto leggero: durante la chiacchierata il bambino deve sentirsi a proprio agio e l’ideale sarebbe accompagnare la conversazione con qualche attività ludica.

Se il piccolo espone i propri timori questi non devono essere minimizzati, ma affrontati con sensibilità. Nel farlo, è opportuno utilizzare un vocabolario adatto all’età dell’interlocutore, con il quale raccontare cosa sta accadendo e farlo sentire protetto. A proposito di protezione, alcune buone norme possono essere spiegate facilmente anche ai più piccoli: come lavarsi le mani in maniera efficace, starnutire e tossire nella piega del gomito, comunicare se stanno male.

È possibile che il bambino si lasci impressionare da una notizia che ha ascoltato in televisione o letto su un articolo, credendosi anch’egli in pericolo. In questo caso è molto importante creare insieme dei momenti di serenità, spensierati, con giochi o attività che lo distraggano e che centrino l’obiettivo di tranquillizzarlo. Un altro rimedio in tal senso può essere raccontare storie e testimonianze riguardanti persone che con le loro azioni e la loro collaborazione rappresentano esempi positivi: medici, infermieri, scienziati. Per i più piccoli, sapere che c’è qualcuno che sta lottando per risolvere il problema è una preziosa iniezione di speranza.

Un ultimo elemento è quello relativo ai pregiudizi che l’emergenza coronavirus ha generato e dei quali sono stati vittime le persone dai tratti asiatici: è fondamentale far capire ai bambini che il virus non ha niente a che vedere con la provenienza di una persona. E se sono stati protagonisti di questi episodi, esortarli a parlarne.

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