Lo sguardo

Bilinguismo:
un po’ di chiarezza

Bilinguismo: <br />un po’ di chiarezza

Bilinguismo:
un po’ di chiarezza

Il bilinguismo rappresenta un complesso fenomeno linguistico, psicologico e socio-culturale che coinvolge numerosi Paesi ed è in costante crescita.

La vastità e la complessità del fenomeno hanno suscitato negli ultimi anni diversi interrogativi riguardanti l’effetto del bilinguismo sullo sviluppo del bambino e in generale sulle competenze linguistiche e comunicative di adulti che hanno appreso più lingue nel corso della loro vita.

Facciamo un po’ di chiarezza:

(1) Essere bilingui non significa essere ugualmente competenti in entrambe le lingue (nel parlare, ascoltare, scrivere, leggere) e nemmeno avere una perfetta conoscenza delle rispettive culture. I bilingui di solito non parlano entrambe le lingue allo stesso modo e questo perché usano ciascuna lingua in contesti, attività e settori diversi (casa, scuola, lavoro...).

(2) Il bilinguismo non è un’eccezione. Con un numero sempre maggiore di matrimoni tra persone di paesi diversi, è molto comune avere due o più lingue parlate all’interno di una relazione o di una casa. Anche se è difficile ottenere statistiche precise a causa della flessibilità della definizione e della considerazione dei dialetti locali in tutto il mondo, si stima che circa il 60-75% del mondo sia bilingue.

(3) Il bilinguismo può essere raggiunto in qualsiasi fase della vita. Ci sono i bilingui ‘simultanei’ (esposti a due o più lingue in parallelo e fin dalla nascita); i bilingui sequenziali precoci (esposti a una sola lingua nel primo anno di vita e poi ad una seconda lingua in un periodo compreso tra i 2 e gli 8/9 anni) e i bilingui sequenziali tardivi (esposti adeguatamente a una seconda lingua solo a partire dagli 8/9 anni).

(4) Si può essere bilingui anche con ‘un accento’ di un’altra lingua. Avere un accento non influisce sulla capacità di parlare una lingua.

(5) Il bilinguismo non è la causa del ritardo linguistico o del deficit linguistico che si riscontra in alcuni bambini e non ci sono studi che mostrano come il passaggio a una sola lingua in famiglia migliori il disturbo del linguaggio.

(6) Mantenere un ambiente bilingue ben strutturato in famiglia è fondamentale per aiutare il bambino nel suo sviluppo.

Dunque, perché promuovere il bilinguismo? Possiamo usare le parole di Colin Baker, ricercatore britannico:“I bilingui possono guardare il mondo attraverso due finestre diverse.” Il bilinguismo favorisce lo scambio comunicativo, aumenta la crescita personale e rinforza le competenze culturali, mettendo il parlante nella condizione di utilizzare repertori comunicativi diversi nei contesti culturali più differenti. Inoltre consolida alcune abilità cognitive di base necessarie per un buon adattamento alla vita quotidiana, ad esempio favorendo la capacità di separare la parola dal significato.

Per approfondire l’argomento, una buona prima lettura è “Guida per i genitori di bambini bilingui”, di Barbara Abdelilah-Bauer (Raffaello Coritina Editore, 2017, 138 pagine).

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