Lo studio

Bimbi sotto i tre anni?
No a tablet e cellulari

Bimbi sotto i tre anni? <br />No a tablet e cellulari
Gli autori, tuttavia, ammettono di non essere ancora in grado di determinare se il tempo trascorso sugli schermi causi rischi a lungo termine

Bimbi sotto i tre anni?
No a tablet e cellulari

Gli autori, tuttavia, ammettono di non essere ancora in grado di determinare se il tempo trascorso sugli schermi causi rischi a lungo termine

Bimbi sotto i tre anni? <br />No a tablet e cellulari
Superati i 36 mesi, e fino ai 5 anni di età, servono severi limiti giornalieri da parte dei genitori

Bimbi sotto i tre anni?
No a tablet e cellulari

Superati i 36 mesi, e fino ai 5 anni di età, servono severi limiti giornalieri da parte dei genitori

Tutt’altro che innocui. Tablet, cellulari, pc sono eccome potenzialmente pericolosi per i bambini. Il loro cervello potrebbe modificarsi e compromettere lo sviluppo cognitivo. È l’ultimo allarme emerso da uno studio americano pubblicato recentemente sulla rivista scientifica Jama Pediatrics e che punta il dito proprio sull’eccessivo utilizzo di dispositivi digitali in età prescolare.

In sostanza, spiegano i ricercatori che hanno osservato le immagini del cervello di un gruppo di bambini, trascorrere troppo tempo con gli occhi su un tablet lascerebbe dei segni nel cervello del bimbo. L’hanno dimostrato le indagini di risonanza magnetica e le valutazioni cognitive, come la capacità di esprimersi verbalmente o di ricordare gli oggetti indicati. Una modifica significante riguarda l’assottigliamento prematuro della corteccia cerebrale, la zona del cervello deputata all’elaborazione delle informazioni dei cinque sensi.

Altri studi hanno evidenziato che un utilizzo eccessivo di tali oggetti può comportare iperattività, disturbi del sonno, mancanza di concentrazione, disturbi dell’umore, della regolazione delle emozioni e isolamento del bambino a discapito delle sue capacità comunicative. Non solo, anche dal punto di vista fisico i pericoli sono in agguato. Maggiori problemi visivi, alla colonna vertebrale e al collo causati da una postura scorretta.

Ma torniamo allo studio americano. Gli autori ammettono di non essere ancora in grado di determinare se il tempo trascorso sugli schermi causi questi cambiamenti strutturali o implichi rischi a lungo termine per lo sviluppo neurologico, se e come l’assottigliamento della corteccia influirà sulle capacità cognitive dei bambini, anche una volta diventati adulti. Tuttavia, sottolineano gli esperti, i risultati della ricerca giustificano l’avvio di ulteriori approfondimenti per capire come impostare e definire limiti appropriati sull’uso della tecnologia. Difficile, hanno spiegato, affermare con sicurezza quale sia l’età minima o il tempo massimo di utilizzo giornaliero. Una cosa però appare certa: fino ai 3 anni i bambini non dovrebbero avere accesso ad alcun dispositivo mobile. Superati i 36 mesi, e fino ai 5 anni di età, servono severi limiti giornalieri da parte dei genitori: mai oltre un’ora e sempre sotto la supervisione dei genitori. Inoltre, abituare il bambino sin da piccolo ad alcune regole di base: niente tablet a tavola e in camera da letto. Sembra facile...

Fino ai 3 anni i bambini non dovrebbero avere accesso ad alcun dispositivo mobile
Fino ai 3 anni i bambini non dovrebbero avere accesso ad alcun dispositivo mobile
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