L’educazione

Cenare insieme
a mamma e papà

Cenare insieme <br />a mamma e papà
I pasti tutti assieme come momento di consolidamento familiare e di crescita, a patto che non siano presenti «schermi»!

Cenare insieme
a mamma e papà

I pasti tutti assieme come momento di consolidamento familiare e di crescita, a patto che non siano presenti «schermi»!

“Language and Sexuality” (Cambridge University Press, 2012), scritto da Deborah Cameron, linguista, e Don Kulick, professore di antropologia, è un libro che riflettere su come il nostro vivere la sessualità sia un artefatto sociale. Il libro contiene anche una discussione sul cibo quale ‘forma di intimità’ costruita, che varia nel tempo e nello spazio. Confrontando una famiglia americana con una italiana, Cameron e Kulick sottolineano, ad esempio, come solo nella seconda il cibo abbia un significato che si colloca oltre la mera sopravvivenza e non sia solo un piacere che segue l’aver svolto un dovere (pensiamo al dolce, ‘premio’ dato ai bambini - in molte famiglie americane ma non solo - per aver mangiato i broccoli e i cavoletti di Bruxelles).

Il pasto è un momento quasi ‘sacro’ in molti paesi mediterranei, da trascorrere a casa insieme con i propri cari (familiari o amici), un’occasione, tra una portata e l’altra, per un viaggio sociale e culturale estremamente emozionante. È uno stare insieme molto diverso, dunque, da quello di cui fanno esperienza coloro che crescono in famiglie anglosassoni, dove prevalgono tradizioni familiari basate sulla “consegna a domicilio” o sul “mangiare fuori”.

Questo mangiare insieme non è solo piacevole ma importante. Vari studi confermano che fa bene al corpo e alla psiche – nei giovani, ad esempio, riducendo le probabilità di sviluppare problemi alimentari e emotivi.

Mangiare insieme a mamma e papà un pasto fatto in casa, fin da piccoli, aiuta non solo ad approfondire i legami familiari ma anche ad acquisire il senso di stabilità e di amore di cui noi tutti abbiamo bisogno per crescere ed essere felice.

Cenare con i propri genitori almeno due volte a settimana riduce del 40% la probabilità di sviluppare problemi di sovrappeso. Uno studio condotto dal National Center on Addiction and Substance Abuse della Columbia University ha evidenziato che consumare un pasto con i propri genitori cinque o più giorni alla settimana riduce anche, nei ragazzi, problemi legati a droghe e alcol.

E che dire delle prestazioni accademiche? Va meglio a scuola chi a casa non mangia in solitudine. Utilizzando dati provenienti da quasi tre quarti dei paesi del mondo, qualche anno fa un’analisi dell’OCSE ha rilevato che gli studenti che non mangiano regolarmente con i loro genitori hanno molte più probabilità di lasciare la scuola.

Va ricordato – anche se forse è un pensiero un po’ ovvio – che cenare insieme è un’abitudine che paga a patto che tv e tablet siano spenti!

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