Emozioni

Come gestire la rabbia
nel contesto familiare

Come gestire la rabbia <br />nel contesto familiare
Gli scontri con i propri cari possono accadere, ma vanno controllati. Le parole chiave sono dialogo, empatia e assertività

Come gestire la rabbia
nel contesto familiare

Gli scontri con i propri cari possono accadere, ma vanno controllati. Le parole chiave sono dialogo, empatia e assertività

La rabbia è un sentimento naturale, che fa parte del nostro animo, e quindi impossibile da non provare. È però importante non farsi sopraffare, con il rischio sia di stare male che di compromettere le relazioni umane con le altre persone. Questo vale soprattutto in famiglia, un luogo in cui si concentrano affetti fortissimi ma dove, a causa della convivenza di caratteri e bisogni diversi, può capitare spesso di scontrarsi.

Gli scatti d’ira nel contesto familiare possono avere molte cause. Una responsabilità importante spetta ai genitori: litigare davanti ai figli compromette il corretto sviluppo dei piccoli. Uno studio statunitense del 2016, per esempio, ha dimostrato che i bambini che crescono in un ambiente ricco di tensioni e di conflitti sviluppano con maggior frequenza forme di insicurezza e, una volta diventati adulti, faticano ad assumersi responsabilità. È quindi necessario evitare il più possibile gli scontri, soprattutto se si vive con bimbi in tenera età. Il dialogo resta sempre lo strumento migliore per risolvere eventuali dissapori: tenersi tutto dentro non fa che peggiorare i conflitti e farli esplodere in un secondo momento, con conseguenze che rischiano di essere devastanti.

È fondamentale, poi, incrementare la propria empatia. Anche se si è convinti di avere ragione si deve fare un piccolo sforzo cercando, come si suol dire, di mettersi nei panni degli altri. Comprendere punti di vista differenti e accettarli significa ampliare la propria visione e, perché no, imparare a fare un po’ di sana autocritica. Questo, ovviamente, deve essere effettuato da tutti i membri della famiglia, nell’ottica di costruire relazioni positive e reciproche. E, se una volta fatto ciò si comprende che le proprie motivazioni sono corrette, è necessario riuscire a essere assertivi. Questo atteggiamento consiste nel cercare di farsi valere con la persuasione e con un comportamento attivo, nell’ottica di evitare che le altre persone si sentano attaccate e, di conseguenza, adottino una strategia difensiva.

Nel caso in cui queste tecniche non funzionino occorre sfogarsi in modo positivo, lasciando da parte l’aggressività e gli scontri. La rabbia infatti può essere veicolata anche in attività divertenti. Se si è in procinto di «esplodere» o se si sono accumulate tensioni durante un lungo arco di tempo, ci si può liberare praticando attività fisica individuale. Una bella pedalata o una corsa all’aria aperta rappresentano le soluzioni migliori per svuotare la propria mente e fare il pieno di energie psico-fisiche.

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