Consigli

Convivere in famiglia
al tempo del virus

Convivere in famiglia <br />al tempo del virus
Genitori e figli si trovano a trascorrere intere giornate in uno spazio circoscritto, ma trovare il buono in questa situazione, a volte sfinente, è possibile

Convivere in famiglia
al tempo del virus

Genitori e figli si trovano a trascorrere intere giornate in uno spazio circoscritto, ma trovare il buono in questa situazione, a volte sfinente, è possibile

Convivere in famiglia <br />al tempo del virus
Passare molto tempo in casa può essere l’occasione per rafforzare il legame genitori-figli

Convivere in famiglia
al tempo del virus

Passare molto tempo in casa può essere l’occasione per rafforzare il legame genitori-figli

Se essere genitori è già di per sé una sfida, nel tempo del coronavirus la posta in gioco aumenta sensibilmente. Le famiglie che vivono sotto lo stesso tetto si trovano a condividere nuovi ritmi e la dimensione temporale si dilata in maniera tale che a volte diventa difficile gestirla.

Secondo il più recente Rapporto sulle famiglie stilato dal Consiglio Federale, circa sette donne su dieci e quasi due terzi degli uomini tra i 25 e gli 80 anni che vivono in Svizzera sono genitori di uno o più figli, biologici oppure adottivi. Di questi il 72% vive sposato con il partner, il 15% solo con la prole e percentuali minori riguardano le coppie unite in secondo matrimonio, quelle conviventi e quelle dello stesso sesso. Anche in contesti familiari tra loro diversi vale lo stesso suggerimento, quello di accogliere le difficoltà del momento come un’opportunità per rafforzare il legame con i figli.

Che siano grandi o piccoli, la chiave di volta del rapporto sta nell’ascolto disinteressato: proprio perché in una situazione come quella scatenata dalla pandemia le dinamiche della quotidianità saltano, la relazione genitore-figlio può puntare a costruirsi in maniera inedita; ovvero, non più dettata dalle stringenti impellenze scandite dal lavoro, dalla scuola o dagli altri impegni di cui ci si riempie la giornata al di fuori di casa. Quante mamme e quanti papà hanno provato una sensazione quasi dimenticata di vicinanza con i figli, soprattutto se piccoli? In una logica dove la maggior parte delle ore della giornata vengono trascorse con i colleghi, riscoprire i legami affettivi familiari ha strappato non pochi sorrisi.

Se, però, nel corso dei giorni le labbra hanno progressivamente smesso di avere una piega all’insù non c’è da sentirsi in colpa: siamo pur sempre esseri umani. Il passo dal paradiso all’inferno è breve e l’idillio familiare è tra gli equilibri più difficili da mantenere. Dunque, per sfruttare nel migliore dei modi il tempo forzatamente passato insieme in uno spazio circoscritto via libera a due misure: regole e noia. Le prime sono indispensabili quando i figli in età scolare o pre-scolare perdono la cognizione del tempo e diventano piccoli esseri iperattivi pronti a sfinire chiunque si metta sul loro cammino. In questo caso il consiglio è di suddividere il tempo in momenti prestabiliti, senza dimenticare che in un mondo di stimoli continui anche riscoprire la noia può fare bene. Tornare alla semplicità, insomma. Questo vale anche per i figli maggiorenni che vivono ancora sotto il tetto familiare.

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