Crescita

Dall’asilo alla scuola
ma senza traumi

Dall’asilo alla scuola <br />ma senza traumi
I bambini devono essere aiutati a crescere, con qualche piccola responsabilità in più. Ma niente «esercizi» anticipati.

Dall’asilo alla scuola
ma senza traumi

I bambini devono essere aiutati a crescere, con qualche piccola responsabilità in più. Ma niente «esercizi» anticipati.

Archiviati i lavoretti della scuola d’infanzia, settembre non è più così lontano e così il primo ingresso nel mondo dei grandi. Più che i bambini, ad essere meno preparati sono, spesso, i genitori che vivono il passaggio alla scuola primaria tra interrogativi e qualche preoccupazione. I piccoli hanno gli strumenti per approcciare la lettura e la scrittura? Se lo chiedono tante mamme e tanti papà, mentre appoggiano sul tavolo infinite schede di pre-grafismo. La pandemia, con la chiusura delle scuole, ha incrementato un fenomeno già in atto, quello dell’insegnamento «fai da te» che ha molti limiti e nasconde qualche insidia.

Uppa, il portale dei specialisti dell’infanzia, sconsiglia di impegnare i bambini in esercizi preparatori per affrontare la scrittura, la lettura e le sfide didattiche, in generale. Le attività promosse in un contesto domestico, privo dell’adeguato contorno scolastico, possono essere addirittura controproducenti. Il bambino, se forzato a completare esercizi, potenzialmente scorretti anche dal punto di vista operativo, può vivere il processo come una sconfitta e associare i compiti ad emozioni negative.

Elementi pedagogici, aspetti didattici e fattori sociali sono gli ingredienti che modellano i processi di apprendimento. E poi ci sono, appunto, le emozioni. Le neuroscienze parlano di «cognizione calda» (warm cognition), un filone di ricerca che individua nel cruscotto emotivo la chiave per migliorare o ostacolare l’acquisizione di conoscenze. Le nozioni vengono apprese insieme al vissuto che le ha accompagnate e si sedimentano nel cervello in questo modo. Se il bambino sperimenta frustrazione e insuccesso mentre svolge per la prima volta un esercizio proposto dai genitori, potrebbe conoscere le stesse emozioni negative ogni volta che affronta attività simili nell’ambiente scolastico.

E allora come stimolare i propri figli senza compromettere, anche in minima parte, la serenità tra i banchi? Di certo, per i piccoli sarà di grande aiuto aver imparato a confrontarsi con le proprie emozioni e con le proprie capacità. Succederà spesso, a scuola, di incontrare difficoltà e di misurarsi con l’errore. Sapere che sbagliare fa parte del gioco e costituisce, anzi, una parte fondamentale del processo di apprendimento aiuterà bambini (e genitori) a non cadere in meccanismi di pericoloso perfezionismo. Ben vengano, allora, in questi mesi preparatori all’ingresso scolastico, compiti domestici tra i più vari come apparecchiare la tavola da soli ma anche scegliere e portare a termine un gioco, lasciando aperta la possibilità di vincere e di perdere. Si tratta di allenare, in un luogo sicuro come quello familiare, le emozioni così da saperle padroneggiare nello spazio sociale più impegnativo, complesso e stimolante per un bambino: la scuola, appunto.

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