Psicologia

Famiglia «invalidante»
Guarire è possibile

Famiglia «invalidante» <br />Guarire è possibile
Il meccanismo fa apparire più pesante la responsabilità, mentre le paure zavorrano la propria libertà personale.

Famiglia «invalidante»
Guarire è possibile

Il meccanismo fa apparire più pesante la responsabilità, mentre le paure zavorrano la propria libertà personale.

Di solito è un termine che si riferisce a una malattia: «invalidante». Ma si può dire lo stesso di una famiglia? Secondo gli esperti sembra proprio di sì. A dispetto di quello che si può pensare, non si tratta di una famiglia assente, anzi: è molto presente e dà tanto affetto, ma forse non nel modo più corretto. Del resto, quando si ama, non sempre ciò che si ritiene bene equivale al meglio.

Come «funziona» una famiglia invalidante? Essa instaura dinamiche per cui il «bene» è preservare dall’errore e sollevare da responsabilità mai avute. Non ha per forza tratti opprimenti, almeno non evidenti: in modo sottile, sul figlio grava una extra-tutela che gli appare come il linguaggio dell’amore. Ciò va a minare la fiducia nelle proprie capacità: la famiglia sa sempre cosa bisogna fare, come bisogna comportarsi; essa solamente è degna di fiducia, il luogo che solo custodisce il nostro valore. La vita si rivela così inaffrontabile da soli e la responsabilità un peso insopportabile, se non ci è stata data precedente conferma di saperla assumere. Noi vorremmo averlo il coraggio di vivere: ma non ce la facciamo. Alla fine ci pensa la vita a crescerla, questa persona dalle ali incastrate in mille paure: con le sue sfide, che diventano vere e proprie inquietudine profonde, incomprensibili agli occhi dei più perché si tratta di cose piuttosto banali.

Se la crisi è guardata, ascoltata, non tutto è perso. Se qualcuno sa vedere quel cuore sofferente per minime cose, dare un nome alle dinamiche che non hanno reso libera la persona, la crisi diventerà consapevolezza profonda, la consapevolezza una serie di scelte che «agiscono contro» meccanismi radicati. La libertà, qui, ha la possibilità di trovare la sua massima espressione: scegliere la cosa più difficile, ogni volta, per un bene maggiore. Pretendere che sia la famiglia a cambiare funziona raramente. È in noi che ciò che è sempre stato zavorra latente può mutare volto: se siamo messi nelle condizioni di ascoltare il dramma che viviamo, ci ritroveremo di colpo cresciuti da un amore che portiamo dentro senza saperlo. Capiterà di ricadere mille volte nelle paure, nei meccanismi di sempre, in momenti di sfiducia, ma una volta che una vita nuova ci ha formato, niente e nessuno ce la toglierà.

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