La rilfessione

Generazione sofferente
Come parlare ai giovani

Generazione sofferente <br />Come parlare ai giovani
Ilario Lodi, Direttore della Fondazione Pro Juventute Svizzera italiana, pone le basi per un dialogo sano e costruttivo con i giovani.

Generazione sofferente
Come parlare ai giovani

Ilario Lodi, Direttore della Fondazione Pro Juventute Svizzera italiana, pone le basi per un dialogo sano e costruttivo con i giovani.

Ci si aspetta che finiscano il liceo e vadano all’università; che sappiano leggere già prima di iniziare la scuola elementare, suonare due o tre strumenti musicali, comprendere più lingue; che diano risultati eccellenti nello sport e che siano in grado in ogni momento di gestire il proprio tempo. Vietato «far niente». Sono queste alcune delle aspettative delle quali sono caricati i bambini e gli adolescenti di oggi, in una società dove non vi è spazio nemmeno per fare errori. I ragazzi, insomma, sono continuamente messi sotto pressione per essere eccezionali in tutto, elastici, performanti, in grado di inventare e inventarsi. A ricordarlo è Ilario Lodi, Direttore della Fondazione Pro Juventute Svizzera italiana. La pressione che adulti, e genitori in primis, trasmettono ai giovani non è priva di conseguenze: siamo di fronte a una generazione sofferente, pur non essendo malata, come precisa Lodi. Se da un lato, gli adolescenti - nel mondo occidentale per lo meno - sono forti, sani, mediamente ben istruiti e formati per affrontare le difficoltà, dall’altro essi sono incapaci di immaginare il futuro perché l’adulto di riferimento chiede loro di eccellere nel presente. E così - dice l’esperto - entrano in gioco i social: per sfuggire a un «qui e ora» che li vuole perfetti, sempre più adolescenti si rifugiano in relazioni coltivate sui social network. Lì si cercano gruppi dove venir accettati, si rifugge la paura di essere esclusi e, si testimonia il proprio bisogno di ricevere approvazione per quello che si è e anche per ciò in cui si crede.

Nel periodo del lockdown - precisa il Direttore della Fondazione Pro Juventute Svizzera italiana - e in queste ultime settimane è di fronte ai nostri occhi la grande responsabilità dei ragazzi, i quali scelgono di indossare la mascherina non solo per se stessi ma per gli altri; oppure la preoccupazione crescente di giovanissimi per il futuro climatico del Pianeta. Preso atto di questo potenziale che i giovani d’oggi custodiscono, alla famiglia spetta il compito tutt’altro che facile di liberare i ragazzi dalla propria sofferenza, entrando anzitutto in relazione con loro. «A chi mi domanda come comunicare ai propri figli adolescenti, io rispondo sempre di partire dai sentimenti», dichiara Lodi. Si deve tornare a parlare di cose reali, della quotidianità, di politica, di ideali anche; ed è necessario farlo a tu per tu, quindi senza la mediazione della tecnologia, chat o social. Questa è la strada regina per una relazione che funzioni. E la cura dalla sofferenza.

Ilario Lodi, Direttore della Fondazione Pro Juventute Svizzera italiana
Ilario Lodi, Direttore della Fondazione Pro Juventute Svizzera italiana
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