Come fare

Gestire i bambini
negli scatti di rabbia

Gestire i bambini <br />negli scatti di rabbia
Permettere di dare libero sfogo alle emozioni non significa che i piccoli possono comportarsi come vogliono

Gestire i bambini
negli scatti di rabbia

Permettere di dare libero sfogo alle emozioni non significa che i piccoli possono comportarsi come vogliono

«Crescere è di per sé un atto aggressivo», diceva il noto pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott. Sebbene molti genitori si preoccupino e si interroghino sul perché i propri piccoli abbiano reazioni aggressive e scatti di rabbia, bisogna comprendere che questi stati d’animo sono naturali e fanno parte del percorso di crescita.

Spesso connotata solo negativamente, la rabbia assolve un ruolo essenziale per la vita di ogni persona, essendo una sorta di campanello di allarme che segnala la possibile presenza di un pericolo o di un ostacolo che si interpone tra sé e il raggiungimento di determinati obiettivi. Questa emozione va però gestita, e i bambini possono essere in difficoltà perché non ancora in grado di autoregolare completamente i propri stati d’animo. Per evitare vere e proprie crisi di rabbia, gli adulti svolgono un ruolo fondamentale nell’aiutare i propri figli ad acquisire la capacità di autoregolazione emotiva.

Il primo passo per gestire la rabbia nei bambini è lavorare su sé stessi. I piccoli di casa sentono e percepiscono il nostro stato emotivo, oltre che osservare i nostri comportamenti. Se vedono frequenti scatti d’ira, saranno portati a emulare questi gesti, specialmente nella fase di crescita in cui «assorbono» tutto quello che li circonda. Evitare di avere comportamenti intimidatori o di urlare, anche quando se ne ha voglia, è un ottimo esempio per i propri figli.

Il secondo consiglio è accettare la rabbia e consentire ai propri piccoli di essere arrabbiati; i bambini devono infatti comprendere che le emozioni vanno bene e che provare ira, o qualsiasi altra emozione, non è di per sé sbagliato.

Permettere di dare libero sfogo alle emozioni non significa però che i bambini possono comportarsi come vogliono. Occorre quindi mettere dei limiti alle azioni che possono compiere durante l’arrabbiatura, come colpire genitori, fratelli e sorelle, o lanciare oggetti. Non serve solo vietare certi comportamenti, occorre anche spiegare con tranquillità perché sono sbagliati. Se il bambino comprende i motivi dietro le imposizioni, sarà infatti più propenso a seguirle. Allo stesso tempo il dialogo può essere usato per spingerli a condividere cosa li turba.

In caso di scatti di rabbia particolarmente accesi, può essere utile usare il contatto fisico e affettivo per calmare i piccoli. Ricorrere a una forma di contenimento non significa mettere in punizione il bambino, ma allontanarlo fisicamente dal luogo o dalla situazione scatenante. Ciò permette di prevenire che possa fare del male a sé stesso o a qualcun altro.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Famiglia
  • 1
  • 2
  • 3
    La passeggiata

    Meraviglie da salvare
    a Cevio Vecchio

    In Vallemaggia un labirinto di macigni forma grotte naturali che gli abitanti della regione hanno valorizzato ricavandone numerose cantine, in alcuni casi completamente interrate, note con il nome «grotti»

  • 4
    L’escursione

    Dalla «mugheta»
    ai laghi Chiera

    Della regione «Nei Pini»—vicino all’Alpe Chiera in Leventina—alcuni conoscono i dintorni, perché in settembre si va a raccogliere i mirtilli. Ma dietro alcune linee di alberi si nascondo un tesoro naturale

  • 5
  • 1