Salute

Gravidanza e smog:
un binomio rischioso

Gravidanza e smog: <br />un binomio rischioso
Ci sono tanti miti legati ai nove mesi di gestazione; si parla, però, meno di tematiche sensibili quali il collegamento tra aria inquinata e feto

Gravidanza e smog:
un binomio rischioso

Ci sono tanti miti legati ai nove mesi di gestazione; si parla, però, meno di tematiche sensibili quali il collegamento tra aria inquinata e feto

Aspettare un bambino e portarlo in grembo per un periodo variabile che solitamente rientra nei 280 giorni è un’esperienza unica da ogni punto di vista. Spesso le parole non bastano per spiegare la relazione che si viene a creare tra futura madre e feto. D’altra parte, però, non serve condurre una gravidanza per essere a conoscenza di fenomeni comuni e piccoli vizi che spesso – anche se non necessariamente – caratterizzano i mesi di gestazione.

Le nausee mattutine, l’ipersensibilità di gusto e olfatto, l’emotività alle stelle, i piedi che non stanno più dentro le scarpe di sempre e le famose voglie sono ormai fatti sdoganati anche per la nutrita comunità extra-materna. Ci sono però altre curiosità sulla gravidanza che in pochi sanno, essendo il frutto di recenti e specialistici studi scientifici. Secondo una ricerca spagnola apparsa sulla rivista Environment International, per esempio, l’esposizione ad inquinanti presenti nell’aria quando si è in dolce attesa può avere concrete ripercussioni sulla salute del nascituro. Che l’inquinamento faccia male a uomo e ambiente è un dato di fatto. Ma che cosa succede al feto, solo apparentemente al sicuro nell’utero materno?

Lo studio in oggetto avanza l’ipotesi di potenziali implicazioni nella crescita e danni all’apparato respiratorio. Nello specifico, il team di ricerca dell’Istituto per la salute globale di Barcellona (LsGlobal) ha analizzato i dati riguardanti 1.700 coppie madre-figlio residenti in varie aree della Spagna nel primo trimestre di gravidanza. L’analisi si è riferita all’esposizione delle donne gravide al biossido di azoto e al particolato fine o Pm 2.5, quello causato dal traffico dei veicoli in città. In particolare, i ricercatori hanno confrontato l’indice di massa corporea dei bambini alla nascita e all’età di quattro anni, prendendo in considerazione anche altri fattori come peso e altezza.

I risultati raccolti portano a pensare che un’esposizione significativa alle polveri Pm 2,5 nei primi tre mesi di gravidanza potrebbe essere associata a ritardi nella crescita fisica del bimbo nei primi anni di vita. Il maggiore imputato sarebbe, secondo il gruppo di ricerca, lo stress ossidativo e l’infiammazione causata dall’assorbimento delle particelle inquinanti che provocherebbe anche l’interferenza con gli ormoni tiroidei.

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