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I lati positivi e negativi
dell’essere figlio unico

I lati positivi e negativi <br />dell’essere figlio unico
Non avere fratelli e sorelle può avere un forte impatto sulla propria personalità, soprattutto se ci sono stati problemi nell’educazione

I lati positivi e negativi
dell’essere figlio unico

Non avere fratelli e sorelle può avere un forte impatto sulla propria personalità, soprattutto se ci sono stati problemi nell’educazione

Sempre più coppie decidono – per motivi diversi – di fare un figlio solo: questa situazione incide fortemente sul bambino, perché il tipo di famiglia in cui si vive esercita una notevole influenza sullo sviluppo della personalità di ognuno.

Tuttavia, avere dei fratelli non vuol dire diventare per forza empatici e socievoli, mentre chi non ne ha non è sempre chiuso e introverso, come molti potrebbero pensare. Ciò che è importante, infatti, è il modello educativo e l’esempio che i bimbi ricevono.

I figli unici, in genere, hanno però alcuni tratti caratteriali specifici. Ciò accade soprattutto se i genitori sono insicuri: tenderanno così a essere particolarmente ansiosi e a sentirsi in colpa quando le cose non vanno bene. Il bambino avvertirà spesso questa tensione, sviluppando una personalità rigida.

Quelli che, invece, decidono di avere un bimbo senza desiderarlo veramente cercano di delegare ad altri l’educazione del piccolo. Il figlio unico in questo caso sperimenterà una solitudine maggiore ed è possibile che da adulto gli sarà difficile instaurare legami affettivi veri.

Chi non desidera essere genitore, ma dà alla luce un figlio unico, potrebbe metabolizzare questa situazione e offrire poi la migliore educazione possibile. Ma può anche succedere che il bambino diventi oggetto del conflitto tra coscienza e desiderio. In questo caso, presenterà grandi difficoltà al momento di trovare il proprio posto nel mondo.

Toni Falbo, docente e ricercatrice dell’Università del Texas che ha analizzato il fenomeno dei figli unici, afferma che spesso questi tendono a trascorre molto tempo con gli adulti perché si sentono a proprio agio con «i grandi» e imparano a comportarsi in modo adulto prima rispetto agli altri. Questi bambini percepiscono in modo diverso la distanza tra generazioni e ciò può portarli a essere severi con se stessi. Ma, proprio per questa ragione, Falbo è convinta che chi non ha fratelli tende ad avere più autostima e fiducia in sé.

Tra le criticità caratteristiche dei figli unici c’è anche quella di avere difficoltà ad adattarsi al lavoro di gruppo, perché abituati a organizzare tutto da soli. Secondo i dati, inoltre, hanno anche la tendenza ad avere meno amici, perché preferiscono poche amicizie, ma più profonde. In conclusione, le differenze tra chi ha fratelli o chi no emergono solo quando ci sono stati problemi nel percorso educativo. Negli altri casi, non sono poi così evidenti.

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